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“Non giochiamo dove uccidono le persone”: il Werder Brema rinuncia ad andare negli Stati Uniti

Il Werder Brema ha ufficialmente annullato la tournée estiva programmata negli Stati Uniti, prevista per maggio 2026. Non ragioni logistiche o per motivi simili, ma motivata – secondo il direttore generale Klaus Filbry – da ragioni politiche, di sicurezza e da possibili difficoltà organizzative.

Tra i fattori principali c’è quanto accaduto nelle ultime settimane nell’area di Minneapolis, dove a fine gennaio si è verificato un grave episodio che ha coinvolto agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) e ha provocato la morte di due residenti, Renee Good e Alex Pretti. “Giocare in una città in preda a tensioni e dove le persone vengono uccise non corrisponde ai valori del nostro club. Questo non accadrà”, ha dichiarato Filbry, come riportato dal media tedesco Deich Stube.

Sulla decisione dello storico club tedesco hanno pesato anche i requisiti di ingresso negli Stati Uniti. Il dirigente ha sottolineato come l’ottenimento dei visti per giocatori e staff non fosse garantito, visti i tantissimi controlli serrati per l’ingresso – inclusa l’analisi dei profili social degli ultimi cinque anni – che avrebbero potuto complicare l’organizzazione del viaggio anche a livello logistico. Attualmente sedicesimo in Bundesliga, il Werder rischia adesso di dover disputare i playout salvezza nelle date del 22 e 26 maggio, proprio quando era prevista la tournée americana

L'articolo “Non giochiamo dove uccidono le persone”: il Werder Brema rinuncia ad andare negli Stati Uniti proviene da Il Fatto Quotidiano.

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