Il Carso di Monfalcone si fa parco europeo in 25 chilometri di percorsi
MONFALCONE. Il Carso vuole farsi strada. Per andare dove? Semplice, per attraversare la Storia, srotolare in 27,5 chilometri di sentieri completamente da riqualificare e adattare a percorsi ciclopedonali quanto nei secoli si è qui respirato e riprodotto. Dall’epoca dei Castellieri al primo conflitto mondiale nella sua dimensione più imponente e caratterizzante – le trincee –, fino a penetrare la cortina di ferro attraverso le postazioni della guerra fredda, su tutte la casermetta di Sablici da consegnare a nuova vita e nuova veste di infopoint per gli escursionisti.
Un progetto da 8 milioni di euro
Per fare tutto questo ci vogliono oltre 4 milioni di euro, la metà della somma complessivamente in palio nella realizzazione del Parco internazionale del Carso, un polmone che non conosce confini, abbraccia più comuni. I tempi sono cogenti, infatti entro il 7 giugno tutta la documentazione pianificatoria e i cronoprogrammi andranno presentanti all’Edr, l’ente di decentramento regionale che ha sostituito l’ex provincia. Pure con il dettaglio della scaletta degli interventi che si possono concludere entro il 2025 e quelli più dilatati. In questo quadro, alla fruizione attiva del Carso, in scarpe da tracking, si abbina quella digitale e monumentale. Fanno da sfondo l’inserimento di spazi multimediali e le riqualificazione di siti e manufatti. A Duino Aurisina, per esempio, dei Lupi di Toscana in bronzo e della stele con dedica a Randaccio, a Doberdò della cappella ungherese.
Il punto al Centro di Pietrarossa
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Sabato alle 11, al Centro visite di Pietrarossa, si parlerà di tutto questo, con un punto sulle prospettive di tutela dell’area. Si tratteggeranno recupero e valorizzazione dei 58 ettari di landa carsica immersa nel parco declinato alla memoria: un’iniziativa organizzata dal Comune assieme al Gal e alle associazioni ambientaliste. Un «simbolico passaggio di consegne fra il progetto Ecomosaico del Carso, in fase di conclusione, e la nuova progettualità che sta per partire»: così l’ha definito il vicesindaco Antonio Garritani. Il primo, finanziato con quasi 500 mila euro, il secondo, appunto, per 8 milioni, suddivisi a capitoli e tra territori: oltre a Monfalcone figurano Duino, Doberdò, Ronchi e Fogliano Redipuglia. Garritani, assessore delegato allo Sviluppo carsico, presenterà sabato i risultati finali del primo “lotto”, tra obiettivi raggiunti e criticità per individuare le soluzioni migliori da trasferire nella creazione del Parco internazionale.
L’Ecomosaico
«L’apporto e l’ascolto delle realtà associative – sottolinea – è considerato dal Comune un fattore rilevante: le realtà sposano competenze ed esperienze a passione e amore per il territorio. L’Ecomosaico ha contribuito al ripristino di un ambiente di grande rilevanza ecologica, sociale ed economica attraverso l’azione congiunta di enti, imprese, comunità e ha puntato alla pulizia della boscaglia invasiva, al ripascolamento controllato per il ripristino di flora e fauna autoctona e al miglioramento della gestione delle aree boschive, per favorire una crescita sostenibile e sana della vegetazione arborea». «Con l’aiuto di esperti e dei servizi regionali – sempre Garritani – vogliamo confrontarci e raccogliere il contributo associativo per impostare il progetto del parco, che prevede, come richiesto da queste stesse realtà, la realizzazione di 25 chilometri di sentieri ciclopedonali, così da rendere ecologicamente fruibile il patrimonio del Carso».
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Vertice tra i tecnici dei Comuni
Lo scorso giovedì vice e tecnici hanno incontrato i sindaci degli altri quattro municipi coinvolti per mettere a punto gli atti da inviare entro il 7 giugno. Si provvederà poi all’acquisizione degli immobili ai fini del nuovo progetto. Le associazioni, nel dare la disponibilità a confrontarsi alla tavola rotonda, hanno chiesto maggiore documentazione sulle progettualità, che il Comune s’è impegnato a trasmettere a breve. L’evento di sabato si chiuderà con una vetrina enogastonomica dei prodotti carsici. «Sarà una corsa contro il tempo – così Anna Cisint – per un progetto di quasi 8 milioni, il più complesso fra quelli approvati dalla Regione». Allora «sarà attivata una cabina di regia» per coordinare gli investimenti necessari ad attuare il «parco storico-naturalistico più importante d’Europa».
Nel dettaglio Fogliano, assieme alla Pro loco, gestirà il sistema multimediale per orientare tra i diversi percorsi attraverso Qr code. Doberdò invece si concentrerà sullo sviluppo del Centro visite Gradina, Duino su un centro informativo nell’ex-asilo del Villaggio del Pescatore e Ronchi sulla sistemazione delle aree monumentali.