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Montalto Dora, piantini di cavolo dell’associazione  in vendita in piazza 

Montalto Dora. Sono decine, disposti in ordinati vassoi l’uno accanto all’altro sul pavimento della sede dell’Associazione per la valorizzazione e promozione del cavolo verza di Montalto Dora. In questi giorni, e fino all’8 agosto, i piantini del tradizionale ortaggio sono in vendita per essere trapiantati e trasformarsi, di qui al prossimo autunno, in cavoli le cui dimensioni e la cui qualità sono rinomate anche oltre i confini canavesani.

Sono proposti in vaschette da 6 al prezzo di 2,50 euro l’una e dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 18, è sempre presente in sede un associato che alla sua competenza nella coltivazione unisce un’assoluta disponibilità a condividere con gli acquirenti suggerimenti e segreti per far crescere al meglio questa eccellenza montaltese.

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Sono giornate nelle quali Domenico Berton Giachetti, presidente dell’associazione, con altri membri del sodalizio, sta trapiantando in campo aperto questi apparentemente sparuti germogli destinati a diventare i protagonisti della tradizionale Sagra del cavolo verza il prossimo novembre.

Il presidente dell’associazione, durante una pausa del lavoro, condivide la storia di questa iniziativa: «Tutto è nato dall’idea di portare avanti l’opera di un vecchio personaggio montaltese che negli anni aveva coltivato questi piantini grazie a un seme autoctono che aveva gelosamente preservato. Il fatto che il nostro cavolo, per caratteristiche organiche del terreno, cresca con qualità uniche rispetto a quelli che si producono nei paesi limitrofi ci ha persuasi sull’importanza di preservarne e tramandarne le peculiarità».

Le dimensioni di questo ortaggio non lo rendono facilmente commerciabile perché alcuni esemplari raggiungono anche il peso di 6 kg. «Sono però bollosi, con una dolcezza e una tenerezza che li rendono perfetti per la bagna caoda, per insalate impreziosite da condimenti a base di acciughe, e per capunet e zuppe», precisa Berton Giachetti.

Un lavoro, quello legato a queste verze, che impegna buona parte dell’anno. «A maggio arriviamo anche ad essere in 15 ad occuparci della semina in ovuli che poi, a giugno, trapiantiamo in questi vasetti più grandi il cui contenuto viene infine messo a dimora nel terreno proprio nei giorni dopo San Savino - spiega il presidente . Dovremo poi provvedere ad accudirli zappandoli ed incalzandoli uno per uno per arrivare ad ottenere, in autunno, il vero e proprio cavolo».

Negli anni l’afflusso di persone che vengono ad acquistare i piantini nella sede dell’associazione, che si trova proprio dietro alla chiesa parrocchiale, è sempre stato costante. Ora anche l’età degli interessati sta mutando. «Inizialmente erano soprattutto gli anziani della zona a rivolgersi a noi – prosegue Berton Giachetti -, ma recentemente vediamo sempre più giovani provenienti dal circondario e anche dalla Valle d’Aosta interessarsi a questa coltivazione».

Per chi non avesse la possibilità di recarsi al punto vendita nel paese, i piantini dell’autentico cavolo verza di Montalto Dora sono reperibili solamente alla Nuova agraria di San Giorgio Canavese e da Hortilus Garden Center ad Ivrea, unici due rivenditori riforniti dall’associazione. Dagli inizi di luglio alla prima settimana di agosto ne vengono acquistati circa diecimila.

Nei campi coltivati a Montalto la resa di ogni stagione è nell’ordine del 50-60% rispetto a quanto viene trapiantato. «L’anno scorso abbiamo raccolto fra i 6mila ed i 7mila cavoli e con i proventi della loro vendita sosteniamo le nostre attività - afferma Berton Giachetti, che poi conclude -. Attualmente sono 26 i nostri soci effettivi, tutti purtroppo avanti con gli anni. È necessario, per la sopravvivenza del gruppo, attrarre i giovani. Riscontriamo una loro buona partecipazione, in termini di aiuto, durante la Sagra, ma poi quasi nessuno rimane per essere operativo nel resto dell’anno e per noi comincia ad essere impegnativo reggere il ritmo delle semine, dei trapianti e della cura dei campi». Paolo Airoldi

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