Addio al cavalier Mario Pinat: era il decano delle barbatelle
«È stato un grande onore averti come esempio per tutti noi». È questo il commosso saluto dei figli di Mario Pinat, Bruna e Bruno, al loro padre, mancato improvvisamente nella mattina di martedì 8 ottobre all’ospedale di Udine, dove si era recato per un controllo.
Aveva 93 anni. Vedovo dal 2003 di Valeria, era rimasto l’unico componente in vita della sua famiglia dopo la morte della sorella Bianca. Lascia i due figli ai quali lo univa un profondo affetto e un grande rapporto di stima. La data dei funerali non è stata ancora decisa, ma presumibilmente dovrebbero tenersi sabato a Perteole, frazione di Ruda.
Mario Pinat, Cavaliere della Repubblica, titolare dell’Azienda vivaistica e viticola specializzata nella produzione di barbatelle con sede a Perteole, era figlio di Augusto Pinat, ufficiale dell’impero austroungarico e imprenditore agricolo, e di Anna Orsaria che ha gestito a lungo uno storico bar a Perteole, chiuso negli anni Novanta per puntare tutto sulla produzione delle barbatelle. Un’attività questa che nel tempo ha conquistato fama internazionale: l’azienda esporta in tutto il mondo.
«Papà – racconta il figlio Bruno – aveva grande attenzione nei confronti della famiglia e dei figli, con un entusiasmo che gli ha permesso di concederci totale fiducia nello svolgere delle nostre attività e in particolare nel nostro ingresso in azienda. Un’azienda che ha seguito con discrezione, ma comunque con un occhio vigile fino all’ultimo giorno», aggiunge commosso il figlio che è molto conosciuto per essere stato a lungo presidente dell’Ersa, ed è attualmente presidente dei Vivaisti viticoli del Fvg, nonché componente di diversi comitati facenti capo al Ministero delle Politiche agricole e Accademico ordinario italiano della Vite e de Vino.
«Papà era amante delle cose semplici e della natura – afferma –, rispettoso fino all’eccesso dell’ambiente. Amante del mare e della montagna dove trovava insieme a noi momenti di grande gioia e serenità. In età avanzata, non mancava mai il sopralluogo settimanale in tutti i territori di proprietà: in bicicletta nella stagione calda, al mio fianco in macchina nella stagione fredda».
Si emoziona, Bruno, quando ricorda che una delle più grandi gioie è stata la nascita della nipote Silvia, figlia di Bruna e di Giuliano, che lo ha reso bisnonno di Albert e tra qualche mese lo avrebbe reso di nuovo bisnonno di una bimba.
La morte di Mario Pinat ha destato grande cordoglio in tutta la regione, tra le tante attestazioni arrivate alla famiglia Pinat quella dell’assessore regionale alla Sanità e alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che afferma di aver appreso «con dispiacere della scomparsa di un grande uomo. Mi unisco alle sicure numerosissime attestazioni di affetto di queste ore. È stato un privilegio poterlo conoscere. La terra gli sia lieve per quello che ha saputo sapientemente seminare».