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A Padova prezzi delle case alti come dieci anni fa: centro storico off limits

È finita la stagione in cui comprare casa a Padova era un impegno se non altro abbordabile. Fatto cento nel 2014, quando i prezzi degli immobili hanno raggiunto vette importanti, dieci anni dopo le quotazioni sono tornate a un valore di 98,6, toccando il fondo a 89,1 durante la pandemia.

Il primo semestre del 2024 mostra quotazioni immobiliari nella città del Santo ancora aumentate del 2,1% rispetto al semestre precedente, tali da risollevare la curva fin quasi al 100 di partenza.

È quanto emerso dalla ricerca nazionale realizzata dal gruppo Tecnocasa e confermato dagli zeri nei prezzi al metro quadro che dividono la città per capacità di spesa degli acquirenti.

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Boom Padova semi centrale

«I rialzi ai prezzi degli ultimi 4-5 anni cominciano a mettere in difficoltà molti compratori», rileva Antonio Di Dio, titolare di due agenzie Tecnocasa a Padova, «Rallentano i tempi di vendita in centro dove le cifre sono attualmente elevate, mentre il mercato della Padova semicentrale è più frizzante e in 60 giorni di media vede combaciare domanda e offerta». Annunci dai costi più contenuti agganciano un bacino più ampio, quello del ceto medio, costituito in maggioranza da coppie giovani con bambini.

In centro storico si va dai 3.800 euro al metro quadro per un appartamento signorile usato (se è nuovo sale a 5 mila, medio nuovo a 4 mila). La stessa tipologia scende ai 3.550 euro in zona Santo, Prato della Valle, Città Giardino. Per un economico usato, il budget minimo sono 800 euro ad Altichiero e Sacro Cuore, o 900 all’Arcella-Durer, a Ponterotto o nel quartiere di Salboro.

«L’aspettativa di vendita inizia già ad essere sfalsata rispetto a quella dei compratori», indica Di Dio, «Il 45-50% della richiesta è sui trilocali (con due camere da letto) e proviene da 30-35enni. Senza l’aiuto dei genitori questi difficilmente riescono ad affrontare la spesa per la prima casa in centro, zona schivata anche per la difficoltà a trovare parcheggio. L’area attrae invece 50-60enni o investitori».

Scommettere in centro

Chi fa un’operazione lungimirante poi fraziona e rivende o affitta. A studenti e, solo in percentuale minore, a turisti.

«La locazione transitoria a ragazzi dell’università è una messa a reddito classica e meno impegnativa da gestire di quella turistica. A Padova è un business sicuro vista la conclamata carenza di alloggi a disposizione, a fronte di una domanda in crescita, frutto di iscrizioni in aumento ai corsi di studio», sottolinea l’agente immobiliare. Non a caso il mercato delle locazioni «è rapidissimo».

«Per gli affitti la domanda è talmente elevata che tra zone centrali o periferiche, come Sacra Famiglia, Forcellini, Guizza e Voltabarozzo, la forbice è ristretta», chiarisce.

Il business degli affitti

Camere singole a meno di 400 euro non si trovano, le doppie non accordano grandi sconti e si parla sempre di case condivise, spesso non restaurate.

«Agli affitti alti contribuiscono i massimali concordati da associazioni di categoria fermi agli accordi territoriali del 2019, ma le cifre di locazione nel frattempo sono aumentate», spiega Di Dio.

Quello che si poteva chiedere fino a quel momento, con un contratto concordato, è diventato riduttivo rispetto a quanto percepibile con una intesa tratta dal mercato libero.

«Alzare i massimali potrebbe spingere i locatori in regime ordinario ad abbassare la mensilità pretesa grazie agli sgravi concessi», conclude l’esperto immobiliarista padovano.

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