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Innovazione e Intelligenza Artificiale: come sono i vigneti di ultima generazione

Applicare le nuove tecnologie a un settore tradizionale come la viticoltura per rendere la vite una pianta sempre più resistente ai cambiamenti climatici e alle malattie, offrendo quindi l’opportunità ai coltivatori di approdare in ambienti ed ecosistemi nei quali, fino a qualche decennio fa, era impensabile seminare.

La storia di Vivai Cooperativi Rauscedo

È la mission che anima Vivai Cooperativi Rauscedo fin dal 1965 con l’istituzione del primo centro sperimentale, nato dalla volontà dei soci di perfezionare le tecniche vivaistiche. «Ci piace pensare che in tutto il mondo ci possa essere una barbatella che arriva dal Friuli Venezia Giulia», racconta la responsabile del centro Elisa De Luca. «Facciamo ricerca nell’ambito della selezione clonale per offrire e trovare nuove soluzioni che siano in grado di migliorare la struttura genetica delle piante».

Una cooperativa leader nel settore

VCR è una cooperativa di 200 soci nata nel 1933 e presieduta da Alessandro Leon. Con una produzione annua di circa 80 milioni di piante esportate in 35 paesi e un fatturato 2023 di 105 milioni di euro, in leggera contrazione a seguito dei danni subiti dalle forti ondate di maltempo degli anni scorsi, è leader nel settore del vivaismo viticolo.

La cooperativa, rappresentata dalla responsabile del centro De Luca, sarà ospite dell’evento Top 500, organizzato dal Gruppo Nord Est Multimedia, in programma mercoledì 20 novembre al Capitol di Pordenone (per partecipare basta registrarsi sul sito www.eventinem.it).

Il processo di selezione clonale

Il processo di selezione clonale consente di moltiplicare le selezioni originali delle piante ottenendo un vero e proprio potenziamento genetico. «Dopo aver selezionato le piante dai vecchi vigenti – dichiara De Luca –, si avvia un rigoroso iter sanitario, con controlli in laboratorio e in campo per verificare l’assenza di organismi nocivi. Superata questa fase, vengono creati vigneti sperimentali per testare le performance del clone».

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Innovazione e miglioramento genetico

Dal 2015, VCR ha lanciato un programma di miglioramento genetico basato su incroci naturali ottenuti da impollinazioni controllate, mirato a sviluppare nuove varietà di uve resistenti alle principali malattie fungine, come peronospora e oidio. Ogni anno vengono valutati decine di migliaia di nuovi semenzali per testarne la resistenza e le attitudini agronomiche.

Applicazione dell’intelligenza artificiale

Negli ultimi anni, tra i modelli di business della cooperativa ha trovato spazio anche l’intelligenza artificiale. «Sono in fase di sviluppo progetti avanzati per supportare i tecnici nel riconoscimento precoce di malattie e carenze nutrizionali delle piante e per selezionare le barbatelle grazie ad algoritmi capaci di identificarne le specificità morfologiche», aggiunge De Luca.

Prospettive future

Tra gli obiettivi per il futuro, conclude la responsabile del centro, quello di ampliare la rete dell’export. Oggi la cooperativa conta sulla collaborazione con un centinaio di rivenditori in tutta Italia e nel resto del mondo.

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