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Violenze di genere, in un anno 160 audizioni di vittime nella “stanza” di Belluno

Un’audizione protetta ogni due giorni: 160 quelle effettuate nella “stanza tutta per sè” allestita al comando provinciale dei carabinieri. Si devono aggiungere quelle della “stanza” della Compagnia di Feltre per avere un quadro delle persone che hanno subito violenze di genere o di testimoni. Oggi il lavoro dei carabinieri contro questi tipi di violenza potrà contare anche sulle “stanze portatili”, valigette dotate di kit informatico audio-video portatile per verbalizzare denunce e altri tipi di audizioni necessari. Sono le valigette che la sezione di Belluno-Feltre di Soroptimist International d’Italia ha donato ai carabinieri di Belluno e che la compagnia provinciale ha consegnato nelle mani della comandante del nucleo investigativo di Belluno Francesca Tilocca, e dell’analogo comandante del nucleo Cc di Feltre, Stefano Vagnozzi.

Il fenomeno delle violenze di genere non inverte il suo trend al ribasso, anzi: l’effetto è dovuto a un sommerso che finalmente emerge sempre di più, grazie a una cultura diversa che consente alle vittime una maggiore consapevolezza e capacità di denunciare il patito.

Quella cultura da diffondere alla quale ha fatto riferimento il comandante provinciale Enrico Pigozzo, nella presentazione di questi due nuovi strumenti alla presenza dei donatori: la presidente provinciale Maria Grazia Passuello, Adriana Macchi presidente di Soroptimist Internatuional , i rappresentanti della Volksbank di Belluno che ha partecipato finanziando il progetto, Simonetta Buttignon assessore alle pari opportunità del Comune.

«La rete antiviolenza, grazie a Soroptimist , può contare su due “stanze” per le audizioni che abbiamo avuto la fortuna di realizzare a Belluno e Feltre: azioni concrete sul territorio» che si aggiungono ad altre iniziative diluite nel tempo. «Perchè la lotta contro le violenze di genere e sulle donne non possiamo vincerla con bombe d’acqua», cioè iniziative sporadiche in avvicinamento del 25 novembre (Giornata internazionale per l’elminazione della violenza contro le donne) ,«c’è bisogno di acqua fluida che irrighi i campi», ha sottolineato il colonnello Pigozzo, «azioni concrete tutti i giorni. Il fenomeno in provincia esiste e perdura», ha continuato. «I casi sono costanti nel tempo, ma dobbiamo impegnarci a cambiare la cultura: la cultura del rispetto è la soluzione», ben prima dell’applicazione delle leggi.

Fondamentale il rispetto della regola delle tre “C” (cultura, consapevolezza, coscienza), ha concluso Pigozzo, spiegando appunto che la sola stanza di ascolto di Belluno è stata usata 160 volte: «Un’audizione ogni due giorni, più o meno. Poi ci sono i provvedimenti che vanno ovviamente dalle richieste di ammonimento al questore all’applicazione del braccialetto elettronico».

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