Le priorità del nuovo dg del policlinico San Matteo Vincenzo Petronella: «Hub contro i virus e Pronto soccorso»
PAVIA. Due le priorità in cima all’agenda del nuovo direttore generale del San Matteo: la “messa a terra” del Centro regionale di malattie infettive e il miglioramento del pronto soccorso. Cinquantotto anni e origini pugliesi, Vincenzo Petronella si è insediato il primo gennaio: quasi un ritorno a casa per il manager che, tra il 2019 e il ’21, è stato responsabile amministrativo dell’ospedale.
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«Le priorità sono molte ma tra queste c’è di certo l’attuazione del Centro regionale per le malattie infettive. Insieme al Sacco di Milano, abbiamo ricevuto un finanziamento da circa cinque milioni per avviare il progetto. Una novità di cui siamo molto orgogliosi. Anche la gestione del flusso di pazienti in arrivo dal pronto soccorso è in cima alle cose da fare» ha spiegato Petronella, parlando dell’hub San Matteo-Sacco che sarà il riferimento regionale per la lotta ai virus. Il Centro ha rimpiazzato l’Agenzia per il controllo delle malattie infettive, voluta da Letizia Moratti e cassata l’anno scorso. Tra le altre cose, al policlinico toccherà occuparsi del monitoraggio sui patogeni animali, dei modelli previsionali e della sorveglianza contro le resistenze microbiche. Il Centro è stato inserito nel nuovo Poas, il piano di organizzazione aziendale che gli ospedali devono aggiornare con frequenza periodica: è stato approvato da Regione pochi giorni fa. «Non è l’unica novità – aggiunge il dg – il documento prevede la revisione dei nostri dipartimenti di diagnostica con l’intenzione di migliorare il servizio per i pazienti e supportare meglio la ricerca».
Parlando di servizi, le liste d’attesa per visite ed esami sono a volte un disagio per i pazienti.
«C’è molto da fare e non vogliamo nasconderci, non esistono soluzioni immediate. Dobbiamo continuare nel percorso tracciato da Regione, che su questo ha dato un forte stimolo. Va detto che i tempi d’attesa variano in base alle specialità e abbiamo intenzione di lavorare sugli ambiti dove ci sono maggiori criticità. Questo è l’impegno».
In questi anni si è fatto molto per il pronto soccorso, ma le criticità rimangono. La sua ricetta?
«Il pronto soccorso è una nostra priorità. L’intenzione è sviluppare un reparto di medicina per acuti a supporto di tutta la filiera dell’emergenza: c’è la volontà di migliorare il flusso di pazienti in ingresso. Ho da poco incontrato i vertici di Asst e Ats per avere una visione sistemica delle criticità. Bisogna essere sinceri, non ci sono ricette rapide ma abbiamo fatto passi avanti. Su una cosa sono fiducioso: la provincia di Pavia può diventare un laboratorio per ridurre gli accessi impropri, cioè i pazienti che possono trovare altrove le risposte ai loro bisogni di salute».
Come?
«Serve un lavoro di comunità dove anche il cittadino è chiamato a fare la propria parte: un aspetto fondamentale sarà la comunicazione per avviare un mutamento culturale. Bisogna far capire che il pronto soccorso non è l’unico centro dove rivolgersi e dove, anche se si aspettano delle ore, alla fine si ottengono le cure desiderate. Un tema che stiamo affrontando con la collaborazione delle case di comunità, dei medici di base e delle strutture che accolgono le dimissioni protette».
Il 2024 del San Matteo è stato segnato da rilevanti proteste dei sindacati. Come si muoverà?
«Ho avviato le interlocuzioni con le sigle. Ci saranno altri incontri per riprendere le questioni ancora aperte e partire con quelle più urgenti. Capiremo come concludere lo stato d’agitazione, mentre ad aprile si terranno le elezioni delle nuove rappresentanze sindacali unitarie (Rsu, Ndr.) con le quali dialogheremo».
Spesso si dice che gli ospedali pubblici non attraggono più. Cosa fare?
«La nostra presidenza e quella di altri Irccs pubblici ha avviato un percorso per attuare un’iniziativa di welfare per i dipendenti. Ci saranno sviluppi».
Nuovo ospedale e investimenti, a che punto siamo?
«Dalle grandi apparecchiature al nuovo ospedale, porteremo avanti tutte le linee di investimento. Nei prossimi mesi farò una ricognizione per focalizzarci su quelle più urgenti».
L’ateneo ha sospeso il primario Mojoli, accusato di molestie sulle specializzande. Resta aperto il procedimento disciplinare del policlinico: può dirci di più?
«Al momento preferisco non commentare, sono in corso tutti gli approfondimenti necessari. È una questione che verrà affrontata». —