Torna la protesta dei trattori, martedì 28 presidio a Casteggio
CASTEGGIO. Torna anche in Oltrepo Pavese la protesta dei trattori. A un anno esatto dalla mobilitazione nazionale, che ha coinvolto diversi centri della provincia, tra cui il capoluogo Pavia, “invaso” da oltre 500 trattori, martedì 28 gennaio è in programma un presidio degli agricoltori nel piazzale di fronte al casello autostradale della A21 di Casteggio.
L’iniziativa è stata lanciata da Riscatto Agricolo Lombardia, l’associazione di agricoltori nata a seguito della protesta dello scorso anno per portare le istanze del settore sui tavoli istituzionali di Regione e governo nazionale. Riscatto Agricolo ha aderito anche a Coapi (Coordinamento agricoltori e pescatori italiani) con l’obiettivo di chiedere «lo stato di crisi del settore agricolo a livello nazionale».
Sotto un unico coordinamento tra le due realtà, il 28 gennaio sono in programma contemporaneamente un centinaio di presidi in tutta Italia: in Lombardia, oltre a Casteggio, i trattori saranno presenti anche a Binasco e a Cologno al Serio, in provincia di Bergamo.
Nei giorni scorsi, a Lungavilla, si è tenuto un incontro per organizzare il presidio di fine mese a Casteggio. I manifestanti chiedono al governo di dichiarare lo stato di crisi e attuare misure straordinaria per salvare le piccole e medie imprese agricole e ai Comuni e Regioni di adottare delibere e gesti di sostegno concreti. Tra le rivendicazioni dei manifestanti, una moratoria dei debiti che gravano sulle aziende agricole, il riconoscimento del giusto prezzo dei prodotti e l’abbattimento dei costi di produzione (carburanti energia), contrasto alla concorrenza e alle pratiche sleali, misure straordinarie di soluzione alle emergenze ambientali (siccità, fauna selvatica, malattie).
«Fra gennaio e marzo 2024 siamo usciti dalle nostre aziende per portare nelle strade il grido di indignazione per lo stato del settore agricolo – affermano i promotori dell’iniziativa -. Purtroppo, la crisi economica sociale e ambientale è cresciuta e, se non si interviene subito con atti e azioni straordinarie, per molte imprese questa rischia di essere l’ultima annata agraria. Torniamo in strada per difenderci dall’aggressione della speculazione e per la dignità nostra e dei cittadini».
Oliviero Maggi