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Xilopan: ufficiali i 71 licenziamenti, ora si apre un tavolo in Regione

CIGOGNOLA. È ufficiale il licenziamento collettivo dei 71 dipendenti della Xilopan di Cigognola. Ieri mattina (20 gennaio) l’azienda, che ha gestito negli ultimi anni la storica fabbrica di pannelli di legno truciolari per l’industria del mobile, ha inviato ai sindacati una comunicazione via Pec per confermare il provvedimento conseguente alla sospensione dell’attività del sito produttivo.

Con questa formalizzazione partono i 75 giorni per l’avvio della vertenza e della trattativa tra le parti. «Il 21 gennaio risponderemo alla Pec chiedendo la convocazione di un tavolo per avviare la trattativa sui licenziamenti – spiega Mario Cavaliere, sindacalista Filca Cisl che, insieme a Massimo Vidal (Fillea Cgil), sta seguendo la vicenda Xilopan -. Tra l’altro, già in questa comunicazione l’azienda propone una buonuscita ai lavoratori se si raggiungerà un accordo complessivo. Ora vedremo quale sarà il valore di questa buonuscita e faremo tutte le valutazioni del caso».

La soluzione per i sindacati resta quella del ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che permetterebbe, per circa un anno, ai lavoratori di avere una retribuzione, pur minore, e quindi tempo per cercarsi un altro lavoro (o per raggiungere gli anni della pensione). A questa si aggiungerebbe anche la Naspi, ossia l’indennità mensile di disoccupazione prevista dallo Stato. Quindi, in sostanza, due anni di respiro. Ma la strada per la “cassa” è in salita. Intanto, si sta muovendo anche la Regione, che ha chiesto un incontro all’azienda e, separatamente, incontrerà poi lavoratori e parti sociali.

Come annunciato, inoltre, lunedì mattina i lavoratori sono tornati in fabbrica, ma, nei messaggi scambiati tra i delegati e i sindacati, si parlava di «riscaldamento spento negli spogliatoi» e di «macchinari spenti». Nel frattempo, il territorio si sta interrogando sul futuro occupazionale degli ormai ex lavoratori Xilopan: il sindaco di Stradella, Gianpiero Bellinzona, ha ricevuto una delegazione di dipendenti per avere un quadro della situazione. «Tra di loro ci sono alcuni operai prossimi alla pensione, che, se non saranno attivati gli ammortizzatori sociali, si troveranno a dover cercare un altro lavoro per i prossimi anni con enormi difficoltà di ricollocamento – sottolinea il primo cittadino -. Siamo preoccupati per il destino delle 71 famiglie e seguiamo con attenzione la vicenda, pronti a dare il nostro contributo».

Oliviero Maggi

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