Ivrea, a Bellavista un prato al posto dell’area sfalci: era diventata una discarica a cielo aperto
IVREA. «È da dieci anni che segnaliamo le problematiche dell’area sfalci», dice Gabriel Piccagli di Bellavista Viva. «La prima segnalazione in Comune l’ho fatta nel 2019», racconta Daniela Sardino, residente che puntualmente si trovava con gli sfalci e con rifiuti di altra natura, per lo più edile, che le interrompevano la via di casa. Sono parole, queste, che servono a capire perché la chiusura dell’area sfalci di Bellavista chiude un’epoca a Ivrea e dintorni.
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Una discarica a cielo aperto
Un’epoca in cui tutti potevano sversare liberamente e irregolarmente sfalci e ogni altro tipo di rifiuti, in un’area che era dedicata soltanto a Bellavista Viva, in teoria. Qui, però, a ogni ora del giorno e della notte era possibile vedere auto di privati che venivano a gettare i loro sfalci. Il risultato, ora che le ruspe hanno sgomberato totalmente l’area è sotto gli occhi di tutti. Il fondo dell’area sfalci è praticamente una sabbia mobile maleodorante inadatta al passaggio di qualsiasi mezzo.
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«Abbiamo deciso - spiega l’assessore Massimo Fresc, che si è occupato in prima persona della questione - di riportarlo allo stato di prato al momento. Ovviamente ci vorrà del tempo per smaltire e riseminare. Quindi abbiamo recintato l’area, dopo aver fatto liberare per un’ultima volta a Scs una montagna di verde. Abbiamo installato dei cartelli con su scritto che è assolutamente vietato gettare qualsiasi tipo di materiale. Presumiamo che per togliere le abitudini radicate ci vorrà un po’, per questo abbiamo chiesto alla polizia municipale e alle guardie ambientali di intensificare i controlli».
Gli sfalci in un container
I privati dovranno gettare gli sfalci negli appositi bidoncini, ora, ma resta la questione dell’area sfalci di Bellavista Viva, che nel quartiere polmone d’Ivrea gestisce 96mila metri quadri di verde. «Congiuntamente a questa azione - spiega Fresc - verrà posto un grosso contenitore chiuso a chiave, per gli sfalci di Bellavista Viva. È una soluzione in valutazione, vedremo se ci sarà necessità e possibilità di attrezzare nel futuro altre soluzioni tra cui un’area sfalci recintata, video sorvegliata e con un fondo in cemento, adeguata per poter caricare».
In realtà un progetto di Scs per la realizzazione già c’era dai tempi della passata amministrazione, ma a frenare la realizzazione sono stati i costi previsti: circa 80mila euro. «Questo container però - sottolinea Gabriel Piccagli di Bellavista Viva -, deve essere una soluzione tampone, non può essere definitiva. Noi abbiamo bisogno di un’area sfalci chiusa, recintata e regolamentata, nel punto dove era prima. Tuttavia - aggiunge Piccagli - abbiamo messo fine a una situazione indecorosa, grazie ai molti incontri e alla disponibilità degli uffici. È un risultato importante per prevenire episodi di inciviltà. Anche persone esterne alla città buttavano lì, perché così potevano aggirare il pagamento della quota di smaltimento. C’era chi buttava pneumatici, macerie, di tutto. Il Comune deve essere capace di rendere video sorvegliata quell’area, altrimenti torneremo punto e a capo».
La residente è al settimo cielo
Daniela Sardino, da parte sua, è raggiante. Dopo aver passato anni a contattare Scs e gli uffici comunali per liberare la strada che porta a casa sua - e da cui inizia il sentiero naturalistico della Paraj Auta, la Ninfa del Bosco, inaugurato a maggio -, finalmente può rilassarsi. «Potrò mettere un cartello che pubblicizza la mia attività di allevamento di pastori tedeschi - racconta -, perché prima non avrei potuto, dove lo mettevo? Sono contenta, dopo un incontro con il sindaco e l’ufficio tecnico mi avevano detto di dargli il tempo e gliel’ho dato. Hanno ripagato la mia fiducia. Anche il Comune di Pavone ha avuto un ruolo: ho contattato il sindaco e l’assessore (l’area si trova proprio alconfine tra i due Comuni, ndr). Ringrazio soprattutto Scs che è sempre venuta a sgomberare l’area, quando ho fatto richiesta».