Passerella ciclopedonale sul Naviglio dopo le proteste di Città Giardino
PAVIA. L’assessorato ai Lavori pubblici ha assegnato l’appalto per realizzazione e posa della passerella ciclo pedonale temporanea a fianco del ponte levatoio (che ancora non c’è). Un piccolo passo per lenire il disagio dei residenti di Città Giardino dopo le proteste.
La carpenteria
L ’incarico di realizzare la passerella ciclopedonale è stato assegnato a una carpenteria della provincia di Bergamo; per l’esattezza alla P.V.M. Srl di Solto Collina per un importo di 123.800 euro. Nelle carte del Comune si legge che la società avrà a disposizione 45 giorni «naturali e consecutivi dalla data del verbale di consegna dei lavori». La società dovrà quindi realizzare la struttura in acciaio che sarà posata a poca distanza da dove si trovava il ponte levatoio di viale Ludovico il Moro. Riguardo ai tempi, il sindaco Michele Lissia, pur se con estrema prudenza, azzarda: «Potrebbe essere pronta tra la fine di maggio e il mese di giugno».
Soluzione temporanea
La passerella ciclo pedonale sarà temporanea, nel senso che una volta ripristinato il ponte bailey, la cui struttura giace attualmente su una sponda del Naviglio, verrà rimossa e utilizzata per sostituire un’altra passerella degradata che si trova in zona Ponte di Pietra, in via Bricchetti. L’intervento, come detto, potrebbe portare un minimo di sollievo alle persone che vivono in zona Città Giardino, via Treves, piazzale San Giuseppe e che attualmente, se vogliono raggiungere l’altra sponda del Naviglio, sono costrette a un lungo giro per la totale assenza di una comunicazione. Difficilmente dissiperà il malcontento che sta crescendo in questa zona. Il ponte levatoio di viale Ludovico il Moro venne chiuso al traffico automobilistico il 22 luglio 2024 e, nel mese di novembre, la struttura venne sollevata con una gru e adagiata sulla sponda destra del Naviglio.
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Da allora i cittadini sono in attesa che si risolva questa situazione, essendo già stati “scottati” dalle lungaggini per la realizzazione del vicino ponte Ghisoni. Poco a poco l’insofferenza è cresciuta, sino a quando, lo scorso 19 marzo, in zona è stato affisso un cartello con la scritta «Insomma, questo ponte l’hanno tolto da tre mesi. Non potevano lasciarlo per pedoni o biciclette fino al giorno della “riparazione”? Grazie assessora Moggi, brava!». Il riferimento dello scritto era all’assessora ai Lavori pubblici e vice sindaca Alice Moggi.
La petizione
Pochi giorni fa, poi, si è avuta notizia di una raccolta di firme che ha già raccolto un centinaio di adesioni. «Il sindaco – ha detto il promotore della petizione, Alessandro Bertoglio – ha detto che i lavori saranno conclusi per l’estate, ma noi non abbiamo ancora visto nemmeno un operaio e, con tutta probabilità, non li vedremo nemmeno nei prossimi giorni per via dei ponti di Pasqua, del 25 aprile e del primo maggio. Chiediamo tempi certi». Il sindaco Michele Lissia si è detto disponibile a incontrare i cittadini, ma è evidente che la vicenda del ponte di via Ludovico il Moro stia diventando “imbarazzante” per l’amministrazione comunale che è alla guida della città di Pavia dallo scorso mese di giugno.
Il cantiere per la realizzazione del ponte è stato consegnato all’azienda di manutenzione soltanto il 18 marzo scorso: la ditta ha 120 giorni per concludere i lavori sul ponte da circa 15 metri. Ma gli interventi sullo scheletro del ponte non si sono ancora visti e chi vive in zona è sfiduciato per via delle lungaggini. L’assessora Moggi ha spiegato che i lavori sono iniziati con una serie di studi sulla stabilità delle spallette in cemento che reggeranno l’opera e sull’allestimento di un cantiere in alveo.
Tuttavia lo scheletro del vecchio ponte giace sulla banchina del Naviglio: la ditta specializzata dovrebbe intervenire per “disassemblarlo” e, una volta smontato, trasportarlo in un’officina specializzata che esegua le lavorazioni indicate dal progetto esecutivo firmato da un ingegnere. —