Emergenza finita, riapre dopo la piena il ponte in chiatte di Bereguardo
BEREGUARDO. È stato riaperto mercoledì mattina il ponte in chiatte, chiuso dallo scorso 17 aprile a causa della piena del Ticino. La Provincia ha deciso, visto che si sono stabilizzati i livelli idrometrici del fiume, di riaprire al transito l’infrastruttura che collega le sponde di Bereguardo e Zerbolò, dopo aver effettuato alcuni lavori di manutenzione straordinaria, necessari in seguito all’innalzamento del livello del fiume. Una prima ordinanza di Piazza Italia aveva previsto la riapertura il 18 aprile, ma il Ticino, con una portata eccessiva e una corrente molto forte, aveva imposto una proroga del provvedimento di chiusura, indispensabile per motivi di sicurezza, “considerate le condizioni di criticità in atto anche in relazione ai dati Aipo sui flussi di piena e al livello delle acque raggiunte dal fiume», si leggeva sull’ordinanza. Chiusura rimasta fino a fine emergenza e che ha tenuto conto delle condizioni idrometriche ed idrodinamiche del Ticino.
Il progetto da 2,3 milioni di euro
E’ quindi probabile che nel fine settimana il ponte di barche verrà nuovamente preso d’assalto dagli appassionati delle gite fuori porta. Da sempre infatti è una delle mete preferite del turismo mordi e fuggi, con centinaia di persone che scelgono proprio questa zona del Parco del Ticino, resa caratteristica dalla presenza di un’infrastruttura storica. Infrastruttura sulla quale la Provincia ha deciso di dirottare quasi 3,2 milioni di euro, di cui 2,1 milioni provenienti da fondi statali, 860mila da Regione Lombardia, 200mila euro dalle casse provinciali. Con l’obiettivo «di mantenere in vita un ponte storico, dall’architettura unica in Italia, risolvendo problematiche legate all’usura dei materiali e alle deformazioni causate dai cicli stagionali del Ticino». A breve verranno appaltati i lavori che prevedono il ripristino e il rinforzo degli impalcati e delle superfici in acciaio, la sostituzione del piano viabile in legno con materiali resistenti e a bassa manutenzione, la regolarizzazione del piano di appoggio delle barche e l’installazione di nuovi giunti di dilatazione. Interventi sollecitati dal Comitato Ticino 2000 il cui presidente, Carlo Maiocchi, chiede da tempo la messa in sicurezza della struttura.