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Quando Valle era una piccola Stradella con due fabbriche di fisarmoniche

Clemente Serra, Pietro e Luigi Abate sono gli artigiani vallesi della fisarmonica il cui valore e la cui maestria sono riconosciuti anche al di là dell’Atlantico.

Due anni fa Beniamino Bugiolacchi, nella sua “Cronologia della produzione delle fisarmoniche italiane” in lingua inglese, citava le ditte Serra e Abate a fianco di altre molto rinomate come le stradelline Dallapè e quelle di Castelfidardo.

La ditta fondata dalla famiglia Abate rimase in attività dal 1890 al 1955 e quella di Clemente Serra dal 1902 al 1957. Ci sono anche loro nella trilogia fotografica di Sergio Feccia, che si chiude con 330 immagini relative ai personaggi di Valle Lomellina. La terza e ultima puntata del ciclo “Viaggio nella memoria” è in programma da venerdì a domenica nella sala polifunzionale “Savini” di piazza Corte Granda: organizza la biblioteca comunale “Marucchi” con l’assessorato alla Cultura, guidato dal vice sindaco Matteo Barbieri. Venerdì, alle 21, il pubblico potrà assistere alla proiezione delle fotografie in formato digitale, mentre l’inaugurazione, con l’esposizione delle foto originali, si terrà sabato alle 16.30. La mostra proseguirà domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 22.

«Nei due anni precedenti– spiegano Gianluca Chiesa per la biblioteca e l’assessore alla Cultura Matteo Barbieri – dopo aver focalizzato l’attenzione sugli scorci più caratteristici della Valle di un tempo, sui lavori agricoli, sull’ambito della scuola e sulle due guerre mondiali, in questa occasione proporremo una carrellata dei cittadini che hanno popolato il paese nel recente passato. Non si tratta delle persone più significative, nel senso che tutte sono ugualmente significative: per chi le ha conosciute, in molti casi chi ha instaurato con loro rapporti di amicizia duraturi o chi ne ha semplicemente sentito parlare dagli anziani del paese. Medici, artisti, musicisti, insegnanti, contadini, artigiani, commercianti, religiosi: si tratta, in buona sostanza, di donne e uomini immortalati nella fase iniziale della loro vita, nella piena maturità o già lungo il viale del tramonto. Insomma, un’intera comunità paesana “risorta” di fronte ai nostri occhi».

Per esempio, ci sono le classiche fotografie ricordo delle classi di leva, i bambini sui banchi di scuola oppure gli appassionati di fisarmoniche Gino e Carmela Costa. «Perché queste persone potessero tornare tra noi – concludono Chiesa e Barbieri – è stato necessario il concorso di una parte significativa della cittadinanza, che ha risposto con estrema disponibilità, in tutti questi mesi e fino agli ultimi giorni, alla richiesta della biblioteca comunale tirando fuori da bauli e armadi album magari impolverati e fotografie ingiallite, ma carichi di un inestimabile valore affettivo. Per questo motivo gli organizzatori della rassegna rivolgono un sentito ringraziamento a quanti hanno fornito il materiale in visione». Umberto De Agostino

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