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L’arcivescovo oltrepadano Piero Marini tra i custodi della tomba di Francesco

Colli Verdi. C’è anche un oltrepadano tra i “custodi” della tomba di papa Francesco nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Si tratta dell’arcivescovo monsignor Piero Marini, 83 anni, originario di Valverde (oggi frazione di Colli Verdi), a cavallo tra la val Tidone e la val di Nizza, che, dopo vent’anni come cerimoniere di Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, nel 2017 è stato nominato vicario dell’arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore, che, dalla tarda mattinata di venerdì, dopo le esequie, accoglierà le spoglie di Papa Francesco, nella tomba ricavata all’interno della chiesa, come da volontà testamentaria del pontefice defunto.

Monsignor Marini fa parte anche del capitolo dei canonici della basilica, quindi domani assisterà al rito della tumulazione del feretro. Ordinato nel 1965 a Valverde, provincia di Pavia, ma diocesi di Piacenza-Bobbio, si trasferisce subito per gli studi a Roma, dove diventa segretario di padre Annibale Bugnini, vivendo gli ultimi mesi del Concilio Vaticano II. Nel 1978 era nella Loggia delle benedizioni, accanto al cardinale Pericle Felici, quando Papa Giovanni Paolo II si affacciò per la prima volta da pontefice su piazza San Pietro subito dopo l’elezione, pronunciando le famose parole “Se mi sbaglio, mi corrigerete”. Nel 1987 Papa Wojtyla lo nominò maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie e da quel momento il suo volto divenne noto in tutto il mondo, essendo stato vicino per quasi vent’anni al Papa polacco in tutti i suoi viaggi e nei riti. Nel 1998 Papa Giovanni Paolo II lo nomina vescovo.

«Ho rivissuto seppur in modo diverso, con la stessa apprensione, le giornate di papa Wojtyla nel 2005 nello stesso ospedale. E ho scoperto in Giovanni Paolo II e Francesco la stessa forza e la medesima fragilità nell’affrontare la prova della malattia e della sofferenza» ha detto monsignor Marini in una recente intervista al quotidiano “Avvenire”, subito dopo il rientro di papa Bergoglio a Santa Marta post ricovero al Gemelli.

Nonostante i suoi incarichi lo abbiano portato fin da subito lontano dall’Oltrepo Pavese, l’arcivescovo non ha mai dimenticato i suoi luoghi di origine, dove torna spesso in estate per trascorrere alcuni giorni di riposo.

Nel luglio 2023 è stato invitato dall’arciprete di Stradella, don Gianluca Vernetti, a celebrare la messa solenne della festa patronale dei santi Nabore e Felice. E nel marzo scorso ha accolto a Santa Maria Maggiore i pellegrini stradellini di parrocchia e Unitre, a Roma per il Giubileo, facendogli visitare la basilica e intrattenendosi con loro per parecchio tempo. Ora, insieme agli arcipreti della basilica papale e ai canonici, sarà uno dei “custodi” della tomba di Papa Francesco, che già da domani sarà aperta per le visite di fedeli e pellegrini.

Dopo la morte di Giovanni Paolo II, monsignor Piero Marini prosegue nell’incarico di maestro delle celebrazioni liturgiche col successore Benedetto XVI fino al 2007, quando Papa Ratzinger lo nomina presidente del Pontificio comitato per i congressi eucaristici, incarico che ricoprirà fino al 2021. Gli succede come cerimoniere Guido Marini, attuale vescovo di Tortona.

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