Alle Portinerie di comunità 700 persone: «È una rete di opportunità per i cittadini»
CUORGNÈ. Oltre 700 persone coinvolte tra Cuorgnè e Pont Canavese nelle Portinerie di comunità avviate lo scorso anno e oltre 230 soggetti che fanno parte dell’infrastruttura sociale, dagli enti pubblici al terzo settore fino agli abitanti. In un solo anno di attivazione, con 167 dialoghi e relazione attivate a Cuorgnè e 66 a Pont, rispettivamente dal marzo e dall’ottobre del 2024. Il modello di Portineria di comunità nato a Torino dall’esperienza di Rete italiana di cultura popolare importato in Canavese si è rivelato vincente, perché ha saputo rispondere ai bisogni dei cittadini, ma è anche riuscito ad unirli. Tra i servizi più apprezzati dalla comunità c’è la facilitazione digitale, rivolta agli anziani e a chi ha meno familiarità con la tecnologia per aiutare a ridurre il divario digitale e garantire servizi, ma anche pari opportunità nell'accesso all'informazione e alla cittadinanza attiva.
«Dall’incrocio di desideri e dalla possibilità di incontri, attraverso un lungo percorso di rete, si è dato vita a delle vere e proprie infrastrutture sociali – spiega Lucia Moretti di Rete italiana di cultura popolare, che ha avviato le Portineria canavesane con la collaborazione dei Comuni di Cuorgnè e Pont, del Ciss38 e di numerosi altri partner –. Grazie alle attivatrici di comunità l’incrocio dei desideri della comunità ha trovato il suo luogo di incontro, poi hanno contribuito anche tutti coloro che hanno scelto di condividere le loro conoscenze proponendo idee ed attività. In entrambi i paesi, lavorando a stretto contatto con le istituzioni, sono nati dei bei percorsi, dove spesso gli stessi Comuni non erano a conoscenza degli interessi dei cittadini. Le Portinerie canavesane hanno saputo dare risposte collettive a bisogni complessi attraverso attività semplici».
Dalla facilitazione digitale ai compiti in biblioteca, dalle camminate all’informatica, la Portineria si è confermata punto di riferimento per i cittadini: «Insieme abbiamo messo in piedi una rete – racconta Stefano Rossetti, responsabile dell'area progettazione del Ciss38. – e sono aumentate le opportunità non solo a livello di servizi per i cittadini, ma anche in ambito sociale e culturale. Lo si è fatto anche ampliando il ruolo della biblioteca civica, che è diventata sede di servizi differenti rispetto a quelli normalmente forniti. Qui hanno trovato spazio le Palestre della memoria per esempio, dedicate ad aiutare i cittadini contro il decadimento cognitivo, ma anche spazio per i ragazzi per fare i compiti o per le mamme per incontrarsi o, ancora, lo sportello migranti e altre attività che in biblioteca hanno trovato un luogo di ritrovo più agevole. Lo stesso vale per i servizi sociali, svolti in un contesto più informale. Un altro aspetto fondamentale è il ruolo dei Comuni: la partecipazione ai progetti delle amministrazioni e di altre associazioni ci auguriamo che cresca ancora».
Concorda l’assessora ai Servizi sociali di Cuorgnè Elisa Troglia: «La Portineria di Cuorgnè, la prima nata in una biblioteca civica, è molto attiva: partecipano tante persone, di tutte le età, non solo cuorgnatesi, anche quando trasferiamo le attività in altri punti strategici. Un esempio: giovedì all’Arcipelago dello sport inizierà lo yoga di Portineria e le richieste sono già numerose. Ringraziamo le attivatrici di comunità, i volontari, gli enti e le associazioni del terzo settore, la Rete italiana di cultura popolare e il Ciss38 impegnati quotidianamente insieme a noi a costruire e consolidare un senso di comunità, di prossimità, composto dalle persone che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio. La Portineria sarà sempre più un presidio di welfare in cui la persona è al centro. Anche il tg nazionale, prossimamente, la racconterà, confermando la ricchezza che è per la città». Per Enrica Valle, assessora di Pont Canavese alle Politiche sociali, la Portineria è «un luogo che unisce cultura, quotidianità, memoria e bellezza. Un luogo ritrovato, dove si costruisce comunità dal basso, con particolare attenzione all'inclusione e all'accessibilità». Inaugurata in autunno nella biblioteca civica Ruffini, sesta in Italia e terza in Canavese dopo Cuorgnè e quella interna al Ciac di Valperga, è un presidio culturale e sociale di grande valore. «Intorno alla Portineria sono nati corsi di informatica di base, laboratori di uncinetto e origami, corsi di lingua spagnola, incontri informativi, passeggiate nel territorio: tutte occasioni per imparare insieme, socializzare e sentirsi parte di una comunità accogliente – continua Valle –. La bellezza di queste iniziative è che nascono spesso dal basso, dalla voglia delle persone di condividere saperi e stare insieme, creando occasioni di apprendimento e socialità per tutte le età. A Pont vivono molte persone straniere, in particolare donne che, a causa di barriere linguistiche o culturali, rischiano l’isolamento. La Portineria, con il suo approccio informale e accogliente, è per loro uno spazio sicuro e aperto dove iniziare un percorso di partecipazione, incontro e autonomia».