Politici e manager diffamati: un anno e otto mesi a Santamaria
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Tre condanne con risarcimenti alle parti civili per decine di migliaia di euro, ma non all’ex assessore Massimo Adriatici. Ma anche quattro assoluzioni piene. Finisce così in primo grado il processo per diffamazione a mezzo stampa: condannati i tre blogger ritenuti a capo della pagina Facebook “Politica è partecipazione” che aveva preso di mira una trentina politici, volti pubblici e professionisti di Voghera. Per due dei tre condannati, però solo pene pecuniarie. I tre, comunque sono stati assolti per diversi capi d’imputazione tra cui proprio quello relativo alle critiche a Massimo Adriatici, definito da loro più volte “assassino” sulla pagina.
le condanne
A ricevere la condanna sono stati Gianpiero Santamaria (dovrà scontare 1 anno e 8 mesi di carcere, dove già si trova: la richiesta della procura era di 2 anni di carcere), Davide Palumbo (disposti 600 euro di multa, mentre la procura aveva chiesto 8 mesi di carcere) e Renato Faller (previsti 300 euro di multa, la pm aveva chiesto 4 mesi). Tutti e tre, però, sono stati anche assolti dalla maggior parte delle imputazioni sempre per diffamazione «perché il fatto non costituisce reato», come nel caso delle critiche ad Adriatici, ma anche per revoche di querele nei loro confronti. Santamaria, già in carcere per altre vicende, dovrà quindi rimanere a Torre del Gallo a Pavia dove è iscritto all’associazione Articolo 21 e lavora nell’orto. Assolti «per non aver commesso il fatto», ovvero la diffamazione, altri quattro imputati che avevano commentato i post ritenuti dalla procura diffamatori: Alessandro Rossi (ritenuto dall’accusa moderatore della pagina), Luana Di Simone, Katia Scapolan e Rosaria La Rosa. La loro assoluzione era già stata chiesta dalla procura.
La sentenza è stata pronunciata ieri dal giudice monocratico del tribunale di Pavia Vincenzo Giordano al termine di un processo scaturito da una trentina di querele di altrettante persone che si ritenevano diffamata da post e video. Tra queste, di fatto, tutta la giunta della sindaca Paola Garlaschelli: propria la prima cittadina aveva tolto la querela. Ma anche l’assessora regionale Elena Lucchini e il presidente della Provincia Giovanni Palli (entrambi avevano ritirato la querela)e manager pubblici come Stefano Bina al vertice di Pavia Acque. Secondo l’accusa, la pagina “Politica è partecipazione” aveva bersagliato personaggi pubblici, politici e manager di Voghera e dintorni tra il 2021 e il 2023. Le “uscite” social, alcune diffamatorie dopo il primo grado di giudizio, dei blogger erano iniziate in particolare dopo l’uccisione di Youns El Boussettaoui, in piazza Meardi nel luglio 2021 dopo gli spari della pistola dell’allora assessore leghista Massimo Adriatici.
i risarcimenti
Per Santamaria e Palumbo previsti anche dei risarcimenti provvisionali per il danno provocato. Santamaria dovrà risarcire 2.500 euro ciascuno ad una decina di parti civili, tra gli altri Stefano Bina (all’epoca dei fatti già a capo di Pavia Acque e ora anche di Asm Pavia), l’assessora comunale Maria Teresa Malvicini, l’avvocato Giorgio Allegrini, il carabiniere Pietro Petito, Alberto Dell’Acqua, ex presidente di Asm Voghera, ma anche l’esponente di Più Europa di Voghera Alessandro Traversa. Risarcimenti da 2.500 euro ciascuno anche da parte di Davide Palumbo: sono per l’ex carabiniere poi condannato in via definitiva per furto Cosimo Tambone e per l’assessore Federico Taverna. Inoltre Santamaria e Faller, “in solido tra loro”, dovranno risarcire 2.500 alla critica letteraria Marta Saviotti Carena. Gli imputati dovranno anche pagare le spese legali, un conto da decine di migliaia di euro. Durante il processo erano stati chiesti inizialmente risarcimenti per oltre 450mila euro da 18 parti civili, richieste ridotte nella sentenza dal giudice.—