Puff Daddy va a processo per violenza e traffico sessuale mentre i vip tremano: viene scelta la giuria, poi il dibattimento per otto settimane e il verdetto finale
Il “grande” giorno per uno dei processi più importanti degli ultimi anni che tocca il mondo dello spettacolo, più precisamente l’hip hop mondiale, è arrivato. Puff Daddy va a processo a New York. Si inizia con la selezione della giuria che si concluderà entro qualche giorno. Poi il dibattimento tra accusa e difesa durerà otto settimane fino al verdetto finale. Le dichiarazioni di apertura degli avvocati e l’inizio delle deposizioni invece sono previsti per la prossima settimana.
L’ex magnate dell’hip hop deve rispondere di accuse che includono associazione a delinquere, traffico sessuale e violenze. L’accusa afferma che il produttore costringeva le donne a partecipare ad atti sessuali con prostitute durante festini a base di droga. Sostengono che abbia usato violenza e minacce per mantenere le sue vittime obbedienti e silenziose. Gli avvocati di Combs affermano che i rapporti sessuali erano consensuali. L’accusato si è sempre dichiarato non colpevole.
Puff Daddy avrebbe quindi usato tutta la sua influenza e le risorse del suo impero commerciale per abusare sessualmente di diverse donne e uomini. L’atto di 17 pagine contro Puff Daddy racchiude una serie di incriminazioni al pari di quelle di un capo mafioso o di una banda di narcotrafficanti con l’aggravante di essere coinvolto nel traffico di esseri umani e di aver presieduto un’associazione a delinquere.
Puff Daddy con l’aiuto di persone del suo entourage e i dipendenti avrebbe messo in atto per vent’anni un modello di comportamento violento Le donne venivano manipolate per partecipare a spettacoli sessuali (i famigerati Freak Off) con l’uso di droga con escort uomini maschili. Per tenere le donne sotto controllo, i pubblici ministeri affermano che Combs ha fatto ricorso a un mix di influenza e violenza: si è offerto di dare una spinta alle loro carriere nel mondo dello spettacolo se avessero fatto ciò che chiedeva o di interromperle in caso contrario.
E quando non otteneva ciò che voleva, l’atto d’accusa afferma che Combs e i suoi soci hanno fatto ricorso ad atti violenti, tra cui percosse, rapimenti e incendi dolosi. Una volta, sostiene l’atto d’accusa, ha persino fatto penzolare qualcuno da un balcone. La replica degli avvocati di Puff Daddy è sempre stata la stessa: “Qualsiasi rapporto sessuale di gruppo era consensuale. Non c’è stato alcun tentativo di costringere le persone a fare cose che non volevano fare, e nulla di ciò che è accaduto costituisce un racket criminale”.
Puff Daddy ha però ammesso un solo episodio di violenza che probabilmente sarà menzionato nel processo. Nel 2016, una telecamera di sicurezza lo ha ripreso mentre picchiava la sua ex fidanzata, la cantante R&B Cassie, nel corridoio di un hotel di Los Angeles. La Cassie ha intentato una causa alla fine del 2023, affermando che Combs l’aveva sottoposta ad anni di abusi, tra cui percosse e stupri.
L’Associated Press in genere non fa i nomi delle persone che affermano di aver subito abusi sessuali, a meno che non si facciano avanti pubblicamente, come ha fatto Cassie, il cui nome vero è Casandra Ventura. L’avvocato di Combs, Marc Agnifilo, ha affermato certo lui “non era una persona perfetta” e che aveva fatto uso di droghe e avuto relazioni tossiche, ma ha aggiunto che “tutti i rapporti sessuali tra Combs, Cassie e altre persone erano consensuali”.
Il processo è l’ultimo e il più grave di una lunga serie di problemi legali per Combs. Nel 1999 è stato accusato di aver fatto irruzione negli uffici di un dirigente della discografica Interscope Records con le sue guardie del corpo e di averlo picchiato con una bottiglia di champagne e una sedia. Il dirigente, Steve Stoute, ha poi chiesto ai pubblici ministeri di andarci piano con il produttore, che si è dichiarato colpevole di un’accusa minore e ha frequentato un corso di gestione della rabbia.
Poi è stato fermato dalla polizia dopo che lui e la sua allora fidanzata, Jennifer Lopez, erano fuggiti da una discoteca dove tre persone erano rimaste ferite a colpi d’arma da fuoco. Combs fu assolto da tutte le accuse relative all’incidente in un processo del 2001, ma un rapper del suo entourage, Jamal “Shyne” Barrow, fu condannato per la sparatoria e scontò quasi nove anni di carcere. Nel 2015 è stato accusato di aver aggredito un uomo con un kettlebell in una sala pesi dell’Università della California, a Los Angeles, dove uno dei suoi figli giocava a football. Come si è difeso l’ex magnate del pop? Ha detto di essersi difeso da solo e l’accusa archiviò il caso.
Parallelamente alla preparazione del processo molti vip, ad oggi sono rimasti in silenzio, che hanno anche usufruito dei favori di Puff Daddy tremano alla sola idea di essere citati dagli avvocati dell’accusa o della difesa per presentarsi in aula a New York sotto il fuoco di telecamere dei media internazionali.
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