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Ponte Naviglio chiuso. Il Comune: «Ritardo per colpa della ditta»

PAVIA. Secondo la giunta, i lavori per riaprire il ponte di viale Ludovico il Moro chiuso alle auto da quasi 300 giorni sono ancora in stallo per via di ritardi dell’azienda di manutenzione, che ha ricevuto due lettere di diffida. La situazione (forse) potrebbe sbloccarsi in settimana. Questa la spiegazione alle lungaggini data dal sindaco Michele Lissia (Pd) e dalla vicesindaca e assessora ai Lavori pubblici Alice Moggi (Pavia a colori) ai residenti di Città giardino che hanno ottenuto un incontro grazie a una petizione che ha superato le 300 firme. Il confronto si è tenuto domenica presso la cappella sconsacrata di San Quirico (di fianco al Comune) dove l’amministrazione ha ricevuto una delegazione di sei persone tra cui Giovanna Riccardi, ex consigliera di maggioranza con Azione che si è dimessa l’anno scorso per dissapori interni al partito. Stando alla versione fornita da sindaco e vice, l’azienda avrebbe dovuto aprire il cantiere la settimana scorsa (dopo la conferma definita dei lavori del 24 aprile) per sbloccare una situazione che dal 22 luglio scorso crea disagi a cittadini e commercianti di Città Giardino.

La versione del Comune

Così non è stato, e il Comune ha mandato due lettere di diffida per sollecitare la ditta al rispetto degli impegni presi: va detto che, sul piano legale, il Comune può sanzionare i ritardi solo dopo lo sforamento del termine dei lavori fissato dall’appalto, 120 giorni in questo caso. «Ci aspettiamo che l’impresa si faccia carico dei suoi doveri, cosa che sono certo accadrà – ha detto il sindaco – mi ritengo ottimista e mi sento di confermare la fine dei lavori a inizio agosto». Moggi ha aggiunto: «Ci aspettiamo che nel corso di questa settimana si cominci con la posa del cantiere, i funzionari della ditta erano in città la scorsa settimana per le ultime rifiniture prima del cantiere, ci auspichiamo. È interesse dell’azienda concludere il lavoro nei tempi previsti».

Per ottenere l’incontro, i cittadini del quartiere colpito dai disagi hanno fatto pressione tramite una raccolta firme su Change.org e, esasperati dai mesi di ritardi, hanno chiesto a sindaco e vice se ci fossero problemi autorizzativi dell’ultimo minuto, che potrebbero aver influito sull’avvio dei lavori: «Non c’è nessun problema legato alle autorizzazioni» ha assicurato Moggi.

FdI attacca: «I ritardi sono colpa della giunta»

Il gruppo consigliare di Fratelli d’Italia è molto critico. «Sindaco e vicesindaco – si legge in un comunicato stampa – provano a scaricare ogni responsabilità sulla ditta esecutrice, omettendo però un dettaglio essenziale: l'affidamento dei lavori è avvenuto soltanto il 24 aprile 2025. I dieci mesi precedenti, trascorsi senza alcun avanzamento concreto, sono quindi ascrivibili unicamente all’inerzia dell’amministrazione».

Insomma, l’accusa di ritardi, lanciata dall’amministrazione comunale contro la ditta vincitrice dell’appalto, viene “rimbalzata” dall’opposizione sull’amministrazione stessa. «La verità – aggiunge la nota – è che l’amministrazione comunale ha lasciato che una situazione già critica degenerasse, condannando un intero quartiere, Città Giardino, all’isolamento e a pesanti disagi economici e sociali. Ora si cerca di riscrivere la narrazione, ma i documenti parlano chiaro». Critica anche la posizione del capogruppo di Forza Italia, Antonio Bobbio Pallavicini: «Quando l’allora opposizione di centrosinistra mi contestava ritardi sul ponte Ghisoni, la colpa era della politica. Adesso che governano loro, la colpa è della ditta. Una risposta imbarazzante». —

f.m.

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