«Il filo e la spada», lezione civica sulla Costituzione aperta a tutte e tutti
I valori fondanti della Costituzione - l’istituzione repubblicana, la libertà, la democrazia, la parità di diritti e doveri – spiegati in modo semplice e accessibile a tutti da esperti della materia. E’ il senso profondo della lezione civica, aperta all’intera cittadinanza, in programma mercoledì nell’Aula Magna del collegio Ghislieri (ore 18). «Il filo e la spada. La nobiltà di una politica costituente» rientra nel progetto «Lessico per la Repubblica: dall’autogoverno comunale all’Europa unita», promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. L’evento si baserà sul testo a cura di Paolo Colombo e Gioachino Lanotte, docenti della Cattolica di Milano, secondo un copione che sarà una sorpresa, non solo per il pubblico.
Le ricorrenze
«Ci sono sostanzialmente due ricorrenze alla base del progetto – spiega Marco Barducci, docente di Storia del pensiero politico a Scienze politiche e coordinatore per l’Università di Pavia – legate al referendum istituzionale del 2 giugno 1946 che si concluse con la scelta a favore della repubblica, e il 150esimo della morte di Giuseppe Mazzini, campione dell’idea repubblicana, celebrato nel 2022. L’approccio sarà quello della public history, la Grande storia raccontata da accademici, ma in modo comprensibile a tutti».
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Il significato
«Attraverso una lente storico-culturale, il progetto contribuisce a ravvivare e mettere in circolazione, in primo luogo nelle scuole superiori e nelle università, i caratteri identitari della Repubblica: le libertà individuali, il rapporto tra le generazioni, i diritti e i doveri dei cittadini secondo la nostra Costituzione, la giustizia sociale, l’apprendistato e l’educazione repubblicani, il rifiuto della guerra come fondamento delle relazioni internazionali – spiegano gli organizzatori – Con i molteplici linguaggi del “fare storia”, le lezioni presentano il processo di costruzione dello Stato nazionale nel lungo periodo e ”l’invenzione della democrazia” in Italia mediante la scelta della Repubblica con il referendum e la successiva approvazione della Costituzione. Grazie alla condivisione dei principi essenziali di libertà, dei diritti umani universali e delle pratiche di partecipazione democratica, i Paesi europei usciti dalla guerra riuscirono ad avviare il processo di costruzione di quella che oggi è l’Unione Europea. L’Italia democratica ha il compito di rielaborare i linguaggi del patriottismo repubblicano nell’orizzonte europeo, di esaminare criticamente l’idea di nazione emersa nel dopoguerra e di dare risposte adeguate ai tanti dubbi dei cittadini che pesano sul futuro dell’Europa unita».
Furono venti i pavesi eletti all’Assemblea Costituente, l’organismo parlamentare che elaborò la nostra Carta, promulgata il 1 gennaio 1948 dal presidente Enrico De Nicola: fra essi, c’erano diversi ex comandanti partigiani, e una sola donna, Maria Maddalena Rossi. Il referendum istituzionale e le amministrative del febbraio-marzo 1946 furono le prime consultazioni elettorali in cui il diritto di voto venne esteso anche alle donne.
Prossima tappa il convegno sulle “virtù repubblicane”
Alla lezione civica sulla Costituzione, in programma mercoledì 14 maggio nell’Aula Magna del Ghislieri (ore 18), farà seguito il convegno sul tema «Virtù repubblicane: riflessioni interdisciplinari tra antichità e contemporaneità» che si terrà il prossimo 10 ottobre nell’Aula Grande dell’Università di Pavia. Il progetto «Lessico per la Repubblica: dall’autogoverno comunale all’Europa unita» promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha come responsabile per l’ateneo pavese il professor Marco Barducci; collaboratori sono Arianna Arisi Rosa, Bruno Ziglioli, Elisabetta Colombo, Francesco Torchiani, Silvia Illari, Dott. Christopher Calefati, Corrado Di Benedetto.