A Verrès a spasso nella storia tra l’antico castello, la collegiata, la croce e l’arboretum alpino
VERRES. La storia e le tradizioni di Verrès sono tra i temi cari all’artista verreziese Giovanni Thoux, tra i più illustri maestri artigiani valdostani, che li ha sempre ben rappresentati nei suoi pregevoli bassorilievi in legno: il castello abbarbicato sulla rocca, simbolo del passato glorioso della storica e potentissima famiglia degli Challant, attorno alla quale ruotano ogni anno le vicende del celebre Carnevale storico; l’imponente Collegiata di Saint-Gilles e tutt’attorno le strade strette del borgo medievale, teatro naturale ogni anno delle sfilate e delle parate in costumi d’epoca. L’identità di Verrès è espressa al meglio in questi capolavori che invitano alla scoperta di un territorio ricco di vestigia storiche che merita una visita attenta.
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Dal centro storico parte una bella passeggiata alla volta del castello che porta il nome del paese (raggiungibile in alternativa anche in auto), imponente monoblocco dal carattere indiscutibilmente militare che ben rispecchia la volontà del suo creatore, Ibleto di Challant, che gli diede questo aspetto sul finire del XIV secolo. A Ibleto, scomparso nel 1409, succedette il figlio Francesco, che morì nel 1442 senza figli maschi; invano la figlia Caterina, sostenuta dal marito Pietro d’Introd, combatté per mantenere il titolo comitale, assegnato nel 1456 al cugino Giacomo di Challant-Aymavilles. La fama di Caterina, che nel castello di Verrès stabilì la propria roccaforte, risuona ancora oggi nelle strade del borgo dove lei, nel 1449, scese tra la gente a ballare. Un episodio che viene ricordato ogni anno nel Carnevale storico verrezziese, al grido di “Vive Introd et Madame de Challant!”. Il castello, gestito dalla Regione autonoma Valle d’Aosta, è regolarmente aperto al pubblico e propone visite guidate.
Altro monumento simbolo di Verrès è il complesso architettonico della Prevostura di Saint-Gilles risalente all’anno Mille. L’edificio principale, in pietra a vista, e l’adiacente campanile maggiore furono edificati nel 1512 dal Prevosto Carlo di Challant.
L’attuale parrocchia di Sant’Egidio fu costruita invece nel 1775 sul luogo ove sorgeva la precedente chiesa romanica, di cui si conserva un semplice campaniletto. In quell’occasione il conte Francesco Ottavio di Challant consentì di unire alle strutture della chiesa preesistente la cappella dei Santi Giorgio e Maurizio, voluta nel 1407 dal cavaliere Ibleto di Challant come cappella sepolcrale di famiglia. Le strutture della cappella sono ancora oggi identificabili: dall’esterno per la magnifica trifora in pietra lavorata che campeggia sulla parete orientata verso il borgo, dall’interno per le volte gotiche a vela che sono state risparmiate dagli interventi settecenteschi.
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Il 25 maggio 1800 il convento di Verrès ospitò, per la notte, Napoleone che con le sue truppe, scendendo dal Gran San Bernardo, attraversava la Valle dando inizio alla sua seconda campagna d’Italia. Dal 2015 ospita anche la Casa del Pellegrino, realizzata da volontari, con spazi destinati a chi percorre a piedi la Via Francigena che tocca il paese.
E partendo sempre a piedi, questa volta da Piazza René de Challant, percorrendo la stradina che affianca la Collegiata e un breve tratto della strada regionale della Valle d’Ayas, si raggiunge il sentiero che conduce alla Croce di Saint-Gilles che domina la valle da un promontorio, non prima di aver attraversato l’Arboretum Borna de Laou. Si tratta di un bel giardino botanico che ospita diverse specie autoctone: roverella, corniolo, biancospino, olmo, bagolaro, robinia, ma anche ciliegi, frassini, castagni e vere e proprie rarità botaniche spontanee.
Dalla Croce di Saint-Gilles, che l’amministrazione comunale intende nuovamente illuminare dopo alcuni necessari interventi manutentivi all’impianto fotovoltaico, il sentiero prosegue poi verso quote più elevate nel vicino Comune di Challand-Saint-Victor, nella verde Val d’Ayas, dove poter scoprire la riserva del Lago di Villa e l’omonimo castello, il primo ad essere costruito dalla nobile famiglia degli Challant.