Una raccolta fondi sostiene l’Accademia dei Cavalieri
/ Volpiano
Una raccolta fondi su Gofundme per aiutare l’Accademia dei Cavalieri di Volpiano, centro equestre gestito da Simone Minore da un anno e mezzo e rimasto molto colpito dall’alluvione del 17 aprile. L’idea è partita dagli allievi dell’istruttore di equitazione e dalle loro famiglie e in qualche settimana sono stati già raggiunti circa 3.400 euro di contributi, ma i danni superano i 100mila.
Ci racconta come ha vissuto la giornata del 17 aprile?
«È stata una giornata da dimenticare – racconta Simone Minore quando siamo andati a trovarlo nella sua attività, avviata nel 2023 –. Sapevo che c’era l’allerta meteo, ma non avrei mai immaginato una situazione simile. A un certo punto, con i genitori di alcuni allieve, mentre prendevamo un caffè nel punto ristoro della scuderia, ci siamo accorti che la pioggia stava aumentando, così abbiamo iniziato a controllare i rii che circondano la struttura. Sembrava tutto sotto controllo, poi in 20 minuti la situazione è precipitata: l’acqua ha cominciato ad arrivare dalla bealera, dalla strada e dai campi vicini. Solo all’ingresso non c’era un fiume d’acqua».
Quando avete visto l’acqua alzarsi cosa avete fatto?
«Mettere in salvo i cavalli è stato il primo pensiero: abbiamo acceso il camion e caricato quanti più cavalli possibile, 27 in tutto. Abbiamo finito con l’evacuazione intorno alle 18.30. Insieme ai cavalli abbiamo portato in salvo anche i miei due cani e i miei due gatti, ma di ciò che era questo posto prima dell’alluvione è rimasto poco. Sembrava di essere in mezzo ad un fiume, stavo nuotando ad un certo punto e l’unica soluzione mi è sembrata quella di montare a cavallo e andare via. Solo la mascotte Piero, un’oca, sguazzava felice. Il giorno prima era arrivato il foraggio, che oggi costa moltissimo, e molto è andato perso. Così come le mie cose, nella casa al piano terra in cui vivevo. C’era fango ovunque. I vicini, che nel 1994 erano qui durante l’alluvione, mi hanno detto che stavolta è stato peggio: 10 centimetri in più rispetto al segno che ricorda quel momento».
Quanto ci avete messo a sistemare la struttura?
«Per ripulire tutto ci sono voluti almeno dieci giorni, ma non abbiamo ancora finito. Dopo oltre due settimane sono riuscito a riprendere l’attività equestre, mentre prima è stato fondamentale il contributo di amici e colleghi, che mi hanno messo a disposizione ricoveri per i cavalli e strutture per svolgere le lezioni e poter proseguire con il lavoro nonostante i danni nella mia struttura».
Parliamo dei danni: a quanto ammontano?
«Stiamo lavorando a un attento conteggio, anche in vista di possibili ristori, ma posso già dire che superano i 100mila euro. Inoltre, dato che l’Accademia dei Cavalieri è un’associazione sportiva e rientra nel terzo settore, per il momento non sono previsti ristori ad hoc, programmati invece per il settore agricolo. Una volta quantificati i danni, comunque, speriamo di ottenere un aiuto anche dalle istituzioni. Purtroppo non ho l’assicurazione per le catastrofi, a cui provvederò non appena tutto sarà tornato in ordine, e tutti i miei fondi li avevo investiti nell’attività».
E così è nata la raccolta fondi con il crowdfunding online: da chi è partita l’idea?
«Sono state alcune allieve, con le loro mamme, a pensare a questa iniziativa. Durante l’alluvione ho letteralmente perso tutto: sono stati i genitori dei miei allievi a portarmi i pranzi e le cene, ma anche a ricomprarmi i vestiti perché i miei sono stati portati via dalla piena. La casa è andata completamente distrutta, insieme a tutto ciò che vi era all’interno, dai mobili agli elettrodomestici. Con i fondi rimasti sono riuscito subito a ricomprare una pompa per l’acqua dei cavalli, ma ora dovrò occuparmi di molte cose, dal recupero dei documenti cartacei dei clienti a tutto ciò che servirà per riprendere l’attività a pieno regime. Chi mi stava dando una mano in quei giorni, dalle mamme degli allievi che hanno pensato alla raccolta fondi, tra cui Francesca Condo che l’ha avviata, ai papà che mi hanno aiutato a pulire e hanno faticato con me, ha visto quanto fossi in difficoltà. Da solo non ci avrei mai pensato e, ammetto, non l’avrei mai fatto, perché non sono il tipo di persona abituato a chiedere aiuto agli altri. Sono grato a tutti loro, come agli amici che mi ospitano mentre sono senza casa, per questo grande aiuto. Da quando è partita la raccolta, alla fine di aprile, sono stati raccolti circa 3.400 euro e ringrazio chiunque ha deciso di sostenermi per portare avanti questa attività. Ho lasciato tutto in mano loro, mentre i ragazzi che vengono a lezione, che sono nativi digitali, si occupano di gestirne la promozione e la parte social».
La raccolta fondi è importante anche per sostenere i cavalli e permettere la ripresa del centro: di cosa si occupa nello specifico l’Accademia dei Cavalieri?
«In questo periodo, dopo alcune vicissitudini personali, tra cui la perdita di mio papà, con cui stavo portando avanti l’attività, sto lavorando in autonomia: c’è lo stallo per i cavalli, poi ci sono le lezioni di equitazione, perché questa è anche un’associazione sportiva e con gli allievi partecipiamo alle competizioni del settore. Mi occupo, inoltre, di addestrare i cavalli e i puledri: arrivano dagli allevatori e l’obiettivo è quello di poterli poi portare in gara. Qui si lavora molto con i ragazzi e i bambini, ma anche con gli adulti che vogliono conoscere meglio l’equitazione. Ho in mente di trovare collaboratori e un’agenzia per il lavoro mi ha proposto di provare ad inserire ragazzi che hanno difficoltà ad integrarsi. Se hanno la giusta sensibilità e voglia di imparare qui possono trovare il posto adatto a loro».
Cosa le ha insegnato questa difficile esperienza?
«Quanto è importante la solidarietà, per sé e per gli altri, perché chiunque può trovarsi a vivere situazioni simili. Devo moltissimo a chi mi sta accanto, dalle famiglie di chi frequenta i corsi, i genitori e tutti i parenti che si sono fatti in quattro per aiutare, agli amici, quelli veri che sanno essere fondamentali, e a tutti coloro che vorranno dare una mano a me e ai cavalli del centro». —