Asl/To4, un tavolo operativo permanente contro le aggressioni nella sanità
IVREA. Un tavolo permanente, che svisceri in maniera operativa tutte le questioni legate alla sicurezza. Ci saranno la direzione Asl/To4, il sindaco di Ivrea Matteo Chiantore, le organizzazioni sindacali, il consorzio socio assistenziale, direzione di nosocomi, vertici di pronto soccorso, Serd, Distretto e struttura di salute mentale. «Il tavolo lavorerà su più fronti – spiega Luigi Vercellino, direttore generale Asl/To4 – partendo dal fatto che l’obiettivo è garantire la sicurezza degli operatori che quotidianamente sono impegnati a svolgere il loro lavoro». Il fronte di azione è ampio e va da alcune misure come telecamere e guardie giurate armate (previste nel bando appena pubblicato) a formazione degli operatori per contrastare atteggiamenti aggressivi, all’istituzione di figure di mediazione tra la parte sanitaria e la sala di attesa e la presa in carico integrata di soggetti con più problemi che spaziano tra il sanitario e il sociale. Ancora Vercellino: «La riunione di lunedì 19 è stata utile sia per l’ascolto degli operatori e dei loro problemi nell’esperienza quotidiana che per l’integrazione dei servizi. Il tavolo lavorerà in maniera operativa confrontandosi direttamente con la direzione». L’Asl lavorerà a sua volta a un documento dettagliato sull’analisi del rischio che non contemplerà solo quello legato alle aggressioni, ma esaminerà tutti i servizi sensibili, ad esempio valutando il rischio degli operatori che operano isolati. Questo, in sintesi, l’esito della riunione di lunedì scorso, la prima concreta dopo l’avvio di un tavolo tecnico dedicato alla sicurezza, nato inizialmente in riferimento alle aggressioni in Pronto soccorso, ma che ora si estende a tutti i servizi di Asl/To4.
Il sindaco Matteo Chiantore sottolinea come l’analisi sia stata dettagliata e come Ivrea continuerà a partecipare: «Le ragioni sono plurime: disagio sociale, malattia mentale, abuso di sostanze, stati di agitazione e confusionali. Saranno messe in campo varie iniziative e tutti dobbiamo fare fronte comune per dare maggiori risposte contro il disagio. Si può pensare anche a qualche momento di confronto degli operatori con le forze dell’ordine per acquisire elementi su come porsi nella relazione interpersonale per allentare la tensione. Il tavolo affinerà il proprio lavoro sui vari profili di rischio». Ellade Peller è presidente di Inrete: «Il disagio degli operatori sanitari nei confronti dell’aggressività crescente è un argomento ben noto anche ai nostri servizi – dice –. La presa in carico multidisciplinare e complementare delle persone è un tema già trattato nei tavoli che abbiamo con l’Asl. Ed è una strada che va incrementata perché il malessere ha tante sfaccettature e i bisogni sono cambiati». Cgil, Cisl, Uil e Nursind hanno sottoscritto un comunicato congiunto a valle dell’incontro. «Già un anno fa - sottolineano Gian Livio Lembo e Stefano Vittone di Uil, Luciano Perno di Cgil, Ermes Zerbinati di Cisl e Giuseppe Summa di Nursind – avevamo chiesto le guardie armate, il potenziamento della videosorveglianza, controllo accessi e protocolli condivisi con le forze dell’ordine. Ora il tavolo permanente lavorerà con i rappresentanti della sicurezza all’analisi dei rischi e l’analisi coinvolgerà anche le cure domiciliari e i lavoratori cosiddetti solitari o ovunque ci siano situazioni critiche». I sindacati sottolineano con disappunto, però, l’assenza dei finanziamenti per la sicurezza promessi dalla Regione. Su questo, Vercellino spiega che i fondi ci sono, ma non sono ancora stati distribuiti alle Asl. Salvatore Orifici, Usae, sottolinea come da tempo avesse formulato alcune richieste, a cominciare dalle guardie giurate e ora propone l’operatore socio sanitario in pre triage e l’assistente di pronto soccorso e di stipulare i protocolli operativi con le forze dell’ordine.