Ceffa, slitta il verdetto sulla libertà: oggi e domani si torna in tribunale
VIGEVANO. Andrea Ceffa, il sindaco leghista (sospeso) di Vigevano ancora ai domiciliari per corruzione, ieri (martedì) ha chiesto tramite il suo legale Luca Angeleri la revoca di una misura «ingiusta e gravatoria, non può essere mantenuta in essere una misura estrema e così gravatoria ai danni di Andrea Ceffa non sussistendo più alcuna esigenza cautelare concreta ed attuale».
Ceffa è agli arresti domiciliari dal 28 novembre scorso. Il tribunale del Riesame di Milano, però, si è riservato una decisione: quindi l’esito ci sarà solo nei prossimi giorni. In ogni caso il 28 maggio Ceffa, seppur con un’indagine chiusa e una richiesta di rinvio a giudizio pendente, dovrebbe tornare un uomo libero per la scadenza dei termini di sei mesi della custodia cautelare. Ieri Ceffa era rappresentato in tribunale dal suo avvocato. Tra l’altro successivamente all’arresto, è mutato anche il quadro politico della maggioranza. Ora di fatto la Lega, partito di cui Ceffa è da sempre militante, non è più rappresentata nella giunta che sostiene la vicesindaca e facente funzione Marzia Segù.
Continua l’udienza preliminare
Oggi (mercoledì) e domani invece il sindaco di Vigevano vorrà esserci (anche non se non obbligato) alle due fasi dell’udienza preliminare in corso davanti alla gup Daniela Garlaschelli. Ceffa è accusato di corruzione e falso in relazione a una consulenza da 6mila euro in Asm assegnata a una consigliera comunale. Nello stesso filone sono indagati (e sono tornati tutti in libertà) Roberta Giacometti, 43 anni, ex consigliera comunale eletta della lista civica di centrodestra “Vigevano Riparte”, Veronica Passarella, 52 anni, ex amministratrice unica della partecipata Asm Vigevano e Lomellina, Alessandro Gabbi, 52 anni, direttore amministrativo di Asm (ora in aspettativa non retribuita), e Matteo Ciceri, 49 anni, ex amministratore di Vigevano Distribuzione Gas, una società del gruppo Asm.
Davanti al giudice, per un filone collaterale con al centro l’accusa di istigazione alla corruzione, anche l’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca, 49 anni (avvocati Domenico Aiello e Marika Albertini), l’imprenditore edile vigevanese Alberto Righini, 51 anni (avvocati Anna Cicala e Marcello Caruso), ex vice presidente regionale Ance, l’associazione nazionale costruttori edili, e la compagna di Righini, Alice Andrighetti, 41 anni. Nell’inchiesta si intrecciano, appunto, due filoni: un tentativo di corruzione, non riuscito, per far cadere la giunta Ceffa nell’ormai celebre “congiura di Sant’Andrea” del 30 novembre 2022, poi lo stesso sindaco che avrebbe cercato di corrompere una consigliera comunale per rafforzare la maggioranza.
A Ciocca, Righini e Andrighetti è contestata, per il primo filone, l’accusa di istigazione alla corruzione. Righini, con l’aiuto di Ciocca, avrebbe proposto 15mila euro alla consigliera Emma Stepan, tramite il convivente Luca Battista, per convincerla a dare le dimissioni e far cadere così la giunta Ceffa.
Il presunto tentativo di corruzione sarebbe avvenuto il 28 novembre 2022, due giorni prima della “congiura di Sant’Andrea”, cioè il piano, poi fallito, di alcuni consiglieri di dare le dimissioni in massa per far cadere la giunta. Ceffa e Ciceri hanno già detto di voler affrontare il dibattimento, Andrighetti e Passarella hanno già annunciato la richiesta di riti alternativi, mentre Ciocca ha detto di voler affrontare «l’accusa con serenità, la mia difesa è contenuta nella denuncia per calunnia già depositata. Attendo con fiducia che la giustizia faccia il suo corso». —