Necchi, ipotesi polo commerciale: la bretella stradale ora è nel mirino
PAVIA. L’ipotesi di un polo commerciale in una zona dell’area ex Necchi e la bretella che dovrebbe bypassare via Olevano, collegando lo svincolo della tangenziale Nord all’area dismessa, sono finiti nel mirino della minoranza. Critiche arrivate durante la seduta congiunta delle commissioni Territorio, guidata dal consigliere Pd Cosimo Lacava, e Bilancio, presieduta dalla consigliera Cristina Niutta, svoltasi al Mezzabarba. Al centro del dibattito la bozza progettuale presentata dalla società che ha già investito oltre 13milioni di euro e che intende realizzare, su questi 112mila metri quadrati abbandonati da oltre vent’anni, il nuovo quartiere Supernova, con residenze, uno studentato, un hotel, uffici, negozi di vicinato. Ma anche strutture commerciali.
Opposizione all’attacco
Ed è qui che si è concentrata l’attenzione di Fdi, con i consiglieri Nicola Niutta e Dante Labate che hanno puntato l’indice sui metri quadri destinati alle nuove superfici di vendita. Complessivamente, ricordano, oltre 10mila metri quadrati di cui, per l’alimentare, 5.250 per una grande superficie di vendita e 2.118 per una media superficie di vendita, e, per il non alimentare, 3mila per una media struttura.
«Si tratta sostanzialmente di un centro commerciale e la nuova bretella sarebbe al suo servizio», sottolinea Niutta e Labate aggiunge: «È necessario mediare tra l’interesse pubblico e quello privato. Peraltro una grande struttura di vendita potrebbe compromettere i negozi di vicinato del nuovo quartiere. C’è poi il problema della bretella radiale che inghiottirebbe circa 20mila metri quadrati di suolo vergine e che costerebbe alle casse comunali 5,1 milioni di euro».
«Dallo studio sul traffico, sembra che la bretella, che correrà parallela a via Olevano, colleghi il centro commerciale alla parte esterna della città. Emerge che non decongestionerebbe via Olevano, né la tangenziale – spiega Niutta -. Comporterà un importante consumo di suolo. Ci chiediamo come possa essere approvata da un’amministrazione che ha sempre sostenuto il consumo di suolo zero. E ci chiediamo dove siano i comitati che si battevano contro la cementificazione».
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Il sindaco prende tempo
A gettare acqua sul fuoco delle polemiche è il sindaco Michele Lissia. «Il nostro compito è valutare serenamente un intervento di rigenerazione urbana di un’area cementificata e fortemente inquinata, ora quasi tutta bonificata – spiega Lissia –. Recuperare spazi dismessi, che verranno restituiti ai cittadini, è un valore per la città. È incominciata una discussione nella massima trasparenza, ma le valutazioni finali dovranno tenere conto del progetto definitivo che ancora non è stato presentato in quanto è in corso un’interlocuzione tra la società e la Soprintendenza per il capannone Zanuso».
Il sindaco ricorda che le opere infrastrutturali, dal costo complessivo di quasi 19,4 milioni, più di 11 provenienti da Regione e Stato, prevedono, oltre alla variante, anche il sottopasso ferroviario in viale Brambilla e la nuova passerella sul Navigliaccio per il collegamento al San Matteo. Il consigliere Pd Stefano Gorgoni parla di «importante progetto di recupero che va nell’interesse della città». «Se si vuole rigenerare un’area industriale – spiega - è chiaro che, per equilibrare tutti i costi connessi, compresi quelli di bonifica, occorre necessariamente che una parte sia destinata ad area commerciale. Un mix funzionale di abitazioni, uffici e area commerciale comporterà un aumento de flussi di traffico che richiederà di ridisegnare la viabilità con la radiale parallela a via Olevano o con altro tipo di viabilità. L’intervento sarà accompagnato dalla nuova stazione della S13 che decongestionerà l’area della stazione e permetterà di riportare a verde circa tre ettari di terreno».