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Caro ciliegie anche a Pavia, sulle bancarelle al mercato si sfiorano i 20 euro al chilo

PAVIA. Una tira l’altra, dice il celebre detto. Sono le ciliegie, ma quest’anno almeno in questa prima fase dell’estate i consumatori di Pavia e provincia devo fare fronte a rincari senza precedenti. Colpa, secondo la Coldiretti nazionale, di una stagione troppa fredda tra aprile e maggio in Puglia, in particolare nel Barese. Con una produzione delle ciliegie più ricercata le “Ferrovia”, di cui la Puglia è grande produttrice, calata tra il 70 e il 100% rispetto al 2024. Così nei mercati di Pavia i prezzi sfiorano i 20 euro al chilo, nei supermercati sono addirittura più alti arrivando a 23-24 euro.

Sui banchi del mercato si vende anche con tattiche di marketing, come scrivere 9.8 euro in grande per 5 etti. Significa quasi 20 euro al chilo. D’altronde però i venditori al dettaglio poco possono influire sul prezzo finale. Comunque dalla settimana prossima sono attesi cali, con l’arrivo sui mercati del nord di prodotti da Veneto, Emilia e Lombardia.

La Puglia infatti è la maggior produttrice di ciliegie in Italia. Stando ai dati riportati da Rete d’Informazione Contabile Agraria, la regione con i suoi 18mila ettari in produzione ( di cui oltre 17mila in provincia di Bari) vale il 30 per cento della produzione italiana. Le gelate, secondo Coldiretti però, avrebbero provocato nel 2025 un calo della produzione. Le ciliegie si possono consumare solo se fresche e le varianti come la “Ferrovia” richiedono un'estrema accuratezza nelle fasi di coltivazione che non può essere demandata alle macchine. Infine, il trasporto viene incluso del costo finale. E si arriva così ai costi record anche sui banchi di Pavia.

«La richiesta di ciliegie è ancora alta, ma le quantità medie acquistate si sono ridotte per il prezzo» hanno spiegato ieri ai banchi di piazza Petrarca. «Ci sono però alternative, altre qualità a prezzi inferiori» evidenziano sempre tra i banchi. Come le Vignola, una qualità di ciliegie che arriva dal Modenese. «Sicuramente le Ferrovia hanno avuto aumenti netti per il crollo della produzione, ma non sono le uniche ciliegie in circolazione - evidenzia la fruttivendola nei mercati oltrepadani, Giuliana La Cognata -. Come per l’appunto Duroni e Vignola, che hanno prezzi in linea con l’anno scorso».

I timori per l’andamento dei prezzi, comunque, non riguardano solo la Puglia. Ma anche le produzioni al Nord Italia, che non danno grandi aspettative. «A fronte di un brusco calo produttivo - si evidenzia in una nota della Coldiretti nazionale - gli agricoltori sono stati alle prese con il balzo dei costi di produzione e la grave siccità a cui non corrispondono adeguati prezzi di vendita, mentre c'è il rischio che il mercato venga invaso da prodotti esteri di dubbia origine e qualità, con l'inflazione alimentare che rallenta i consumi e le famiglie costrette a tagliare gli acquisti. Nei vari passaggi dal campo alla tavola si annidano speculazioni che vanno stanate anche dagli enti preposti. Serve una vigilanza serrata sull'origine dei prodotti ortofrutticoli sui banchi che arrivano dai paesi del nord Africa, come Egitto, Tunisia e Marocco». —

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