World News

Dai pc alla produzione di formaggi, Daniela ha scelto le sue 20 caprette

BORGOFRANCO D’IVREA. Le campagne del Canavese tornano a essere un richiamo per chi vuole cambiare vita e riavvicinarsi alla natura. Ne è un esempio la storia dell’imprenditrice di Chiaverano Daniela Rosso che ha abbandonato la tecnologia per dedicarsi a un allevamento di capre a Borgofranco d’Ivrea.

Dal Politecnico di Torino ai pascoli, dalla metropoli alla campagna, dal frastuono alla quiete, dalla scrivania alla stalla, dalla tecnologia informatica all’allevamento di capre per la produzione di latticini, dalla multinazionale alla sua azienda personale nella cascina di Baio Dora: è questa la rivoluzione personale di Daniela Rosso, di 50 anni, di Chiaverano, che ha scelto di dedicarsi all’impegnativa ma gratificante vita pastorale del Canavese.

Una vocazione naturale la sua, ma una scelta del tutto casuale per l’esperta informatica che, dopo la laurea in Ingegneria informatica nel 2002 al Politecnico di Torino, insoddisfatta del suo lavoro a Milano, prima in una piccola azienda di informatica poi in una multinazionale, nel 2010 decide di cambiare vita e torna in Canavese acquistando una cascina a Baio Dora, oggi sede del suo Gregge rosso.

Negli anni i cambiamenti sono stati tanti per poter arrivare all’odierna produzione casearia: «La mia passione – racconta Daniela Rosso – è nata quando nella cascina che ho acquistato c’era una capretta in precarie condizioni di salute e, dopo averla curata, ho pensato di trovarle una compagnia. Ora, 15 anni dopo ho oltre venti capre, quasi il numero massimo che riesco ad allevare da sola, che porto e lascio liberamente al pascolo nei boschi verso Quassolo e attorno alla mia cascine di Baio Dora, dove ora produco formaggi».

L’allevamento di capre e la produzione di latticini richiedono un impegno continuo che, per essere scelto, implica un’autentica passione personale. «Faccio tutto da sola – racconta l’allevatrice –: mi occupo di tutto, dall'allevamento alla gestione della stalla fino ai parti delle caprette, poi mi dedico al pascolo, alla mungitura, alla produzione, alla vendita a domicilio dalla mia cascina dove è stato un vero miracolo riuscire a realizzare il caseificio, autorizzato dall’Asl/To4 nel 2021».

«Oggi – racconta ancora Rosso – produco e commercializzo direttamente formaggi freschi, semistagionati e stagionati, dal sapore dolce e delicato, privilegiando la qualità alla quantità. Le mie capre, infatti, pascolano tra prati e boschi tutto l'anno e, dal mio punto di vista, questo fattore è imprescindibile, perché una capra non può certo vivere sempre dentro un capannone».

La giornata di lavoro dell’appassionata allevatrice canavesana è lunga e faticosa: sveglia all’alba, pulizia della stalla quindi un’ora per la mungitura delle capre (che producono ciascuna una media di 3 litri di latte al giorno per circa 10 mesi l’anno), quindi la lavorazione del latte per arrivare alla produzione di latticini, con un impegno di lavoro di almeno due ore, poi, finalmente, è il momento di uscire fuori al pascolo con le caprette, tutte rigorosamente identificate con il loro nome. Per Daniela Rosso non sono soltanto animali, ma protagoniste con lei di questa avventura: dalla capretta Moonie appena nata a NewHope, daa Kalinda ad Addison fino a Fuschi, il maschio del Gregge rosso.

Читайте на сайте