Il ricordo di Olga Biglieri Scurto futurista che scelse il pacifismo
il personaggio
Nel 2000 fu candidata al premio Nobel per la pace da diverse istituzioni italiane e giapponesi. L’aeropittrice futurista Olga Biglieri Scurto, in arte Barbara, sarà ricordata sabato, alle 10.30, nella Sala conferenze del Museo dell’imprenditoria vigevanese di palazzo Merula con la conferenza “I valori espressi da una donna lomellina futurista e aeropittrice attraverso il XX secolo”. Il relatore invitato dalla Società storica vigevanese è Emanuele Panzera, nipote della stessa Barbara. Olga Biglieri, nata a Mortara nel 1915 in una famiglia di agricoltori, fu un personaggio straordinario e multiforme: a 16 anni ottenne il brevetto di pilota all’aeroclub di Cameri e fu tra le prime donne italiane a volare. «Artista futurista, aderì al movimento dell’aeropittura esponendo le sue opere in importanti rassegne come la Biennale di Venezia – riassume Giovanni Borroni, presidente della Società storica –. Ma fu anche una pacifista: nel 1986 donerà un’opera simbolica, l'Albero della pace, al Museo di Hiroshima. La sua candidatura al premio Nobel per la Pace coronò una vita interamente dedicata all’arte e all’impegno civile. Il relatore Emanuele Panzera propone di raccontare e valorizzare questa figura eccezionale offrendo al pubblico uno sguardo inedito sul Futurismo al femminile e sul contributo culturale di una donna che ha saputo volare, con l’anima e con la mente, ben oltre i confini del suo tempo». Nel 1935 a Novara Olga conosce alcuni esponenti del futurismo, movimento d’avanguardia giunto alla seconda fase evolutiva: fra loro c’è anche Ignazio Scurto, poeta-scrittore che nel 1939 diventerà suo marito. Nel 1938 Olga sta preparando le opere da esporre per la personale a Novara: per caso a Milano, nella vetrina di un corniciaio nella zona di Brera, Filippo Tommaso Marinetti, il padre del futurismo, vede l’opera “Vomito dall’aereo”. Assunte informazioni, Marinetti la invita a esporre alla Biennale di Venezia, dove Olga porterà “L’aeroporto abbranca l’aeroplano” firmandosi per la prima volta “Barbara, aviatrice futurista”. Convinta pacifista, Barbara abbandonerà il movimento di Marinetti nel 1942 dipingendo “Battaglia aerea”, ultima opera firmata come aeropittrice. Morirà a Roma nel gennaio 2002: da allora riposa nel cimitero di Mortara .Umberto De Agostino