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Troppi cani liberi a Ivrea, il Comune vuole educare i padroni

IVREA. «Il problema non sono i cani, ma i padroni». Quante volte lo avete sentito dire? Se lo chiedono spesso le persone che corrono nei boschi, come il sindaco Matteo Chiantore, che è stato morso da cani liberi.

Così l’assessora al Benessere animale Gabriella Colosso ha deciso di presentare richiesta di finanziamento per un progetto dal titolo eloquente in Regione: “Opportunamente ammaestrato l’uomo può diventare il miglior amico del cane”.

Si chiede un contributo regionale di 7.500 euro e si punta ad aggiungere un co finanziamento comunale di 2.200 euro circa.

«Vogliamo sensibilizzare al corretto rapporto uomo-animali-ambiente e promuovere l’adozione consapevole. Sono coinvolti come partner il canile di Caluso, cioè la Lega nazionale per la difesa del cane, le guardie ambientali e l’associazione The Dog Island di Rivarolo Canavese. D’altronde oggi abbiamo una grande possibilità, quella di conoscere tutti i padroni dei cani con chip, che è obbligatorio per legge per tutti, della nostra città: così possiamo convocarli per incontri informativi e volontari sull’addestramento dei cani appunto».

In tutto sono 3.044 i cani iscritti all’anagrafe regionale a Ivrea. «Il garante mi racconta che in alcune regioni sta uscendo divieto di avere alcune razze - spiega ancora Colosso -. Come se il problema fossero i cani e non i padroni. Per questo noi abbiamo deciso di agire sull’educazione al possesso».

Questo significa anche non lasciare i cani liberi di scorrazzare senza guinzaglio in città e ancor più da soli. Su questo, saranno messi dei cartelli nei parchi e già la polizia municipale è impegnata nell’attenzione al possesso di animali.

«Faremo poi - spiega ancora Colosso - incontri pubblici con addestratori cinofili. Un modo per attirare i proprietari agli incontri, sarà quello di utilizzare il discorso dello sport per aumentare la corretta relazione con l’animale. Si tratta, in fondo, di vivere al meglio il cane, far vivere meglio lui, rispettare l’ambiente e avere rapporti buoni con i vicini. Ci sono proprietari che non capiscono che il cane può essere libero, ma ci vuole anche il rispetto del luogo pubblico e ad esempio le deiezioni vanno raccolte. Perché quello che vediamo in giro spesso è pesante e fa viver male tutti».

La frase «Meticolosamente ammaestrato, l’uomo piò diventare il miglior amico del cane» è dello scrittore, umorista e sceneggiatore statunitense Corey Ford. Ed è diventata simbolo di un metodo di addestramento che parte dai padroni per arrivare appunto ai cani, approfondendo, poi, la relazione più che il singolo comportamento tenuto dall’animale.

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