Alla scoperta dell’eremo di Sant’Alberto e della leggenda di un re d’Inghilterra
Domenica 8 all’eremo di Sant’Alberto di Butrio, si tiene una giornata all’insegna della natura, della cultura e della spiritualità. Ricchissimo il menù della giornata, che prevede, tra le molteplici iniziative, a partire dalle 14, il racconto della tomba di re Edoardo II d’Inghilterra, a cura dell’associazione Il Mondo di Tels, nel chiostro. Si tratta di una pagina di storia affascinante, che merita di essere ascoltata e vissuta sul posto.
Il senso dell’iniziativa
A spiegarci come nasce, è Ivan Fowler, scrittore e membro dell’associazione stessa: «Il legame tra re Edoardo II e l’eremo di Sant’Alberto di Butrio ci viene raccontato da un documento medioevale, la lettera del 1336 di Manuela Fieschi, un alto funzionario del Vaticano, e indirizzata a Edoardo III, in cui gli comunica che il padre non è morto, ma fa la vita del converso, cioè un uomo che sceglie di ritirarsi in un monastero. All’epoca accanto ai monaci veri e propri, c’erano queste figure che avevano funzioni di servitù o ospiti in meditazione. Nella lettera si dice che re Edoardo II si trovasse in un eremo nelle vicinanze di Cecima, sotto la diocesi di Pavia, dove stava vivendo una vita di preghiera. Cecima si trova in diocesi di Tortona, ma nel Medioevo era feudo del vescovo di Pavia, quindi si fa riferimento per questo a Pavia. L’eremo più vicino a Cecima, è ovviamente quello di Sant’Alberto di Butrio».
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«La lettera è stata ritrovata per caso nel 1800 inoltrato da uno storico in un archivio di Montpellier, in Francia, mentre stava catalogando dei documenti – prosegue Fowler – Leggendo la lettera capisce subito che è coeva, quindi non si tratta di una copia scritta centinaia di anni dopo, ma risale effettivamente al 1336. Il documento contraddice la storiografia classica che vuole re Edoardo II morto in Inghilterra nel 1327 assassinato a seguito di una ribellione capeggiata dalla moglie, una principessa francese, e il suo amante, Roger Mortimer». Conclude Fowler: «Secondo la lettera Fieschi, invece, riesce a scappare, rifugiandosi prima in Irlanda, in Francia, arrivando in Italia, prima nella Lunigiana, poi dalle parti di Cecima. La lettera Fieschi è stata poi pubblicata nell’Ottocento e associata alla tomba di Sant’Alberto di Butrio, quando Costantino Nigra, grande storico e diplomatico di Vercelli, viaggiando nelle nostre zone, scopre della leggenda, secondo cui a Sant’Alberto c’era un re fuggitivo, quindi associa le due cose, anche perché la tomba non apparteneva a nessun abate. L’identificazione è dunque una deduzione storica. Attorno c’è una fitta controversia, perché gli storici più giovani sono inclini alla versione italiana, mentre altri più tradizionalisti sostengono possa essere solo una menzogna, anche se altri documenti dicono che sia sopravvissuto, ma solo la lettera Fieschi lo associa al nostro territorio. Infine qualcuno rimane neutro».
IL PROGRAMMA
Il programma si apre alle 9 con “Gli alberi di Sant’Alberto”, una passeggiata naturalistica a cura del Sistema Museale Oltrepo per scoprire alberi ed erbe del territorio: necessaria la prenotazione al numero 339.4518087. Alle 11 spazio a farfalle, api e biodiversità con l’Associazione Iolas per lo studio e la conservazione delle farfalle e i fondatori dell’Associazione Malerbe di Montalto Pavese, che guideranno il pubblico in un dialogo sulla tutela degli insetti impollinatori, seguito da una degustazione di mieli. A mezzogiorno e mezzo, un picnic con prodotti locali preparato dal ristorante Selvatico di Rivanazzano e accompagnato dai vini della Cantina Montelio di Codevilla permetterà di assaporare i sapori autentici dell’Oltrepo (prenotazione obbligatoria al numero 329.9861644, contributo di 20 euro devoluto all'eremo). Nel pomeriggio, alle 14, reading e tour guidato alla scoperta della tomba di Edoardo II d’Inghilterra con l'associazione Il Mondo di Tels e momenti di lettura spontanea con Elena Corbellini e Sandra Rossotti del Rotary Club Valle Staffora. Alle 15, lo scrittore Bruno Civardi presenterà il suo nuovo romanzo “Miriam” in dialogo con Elisabetta Balduzzi della Libreria Ticinum di Voghera.
L’opera si lega con particolarissimi fili all’ambiente in cui sarà proposta, dal momento che si tratta di un romanzo storico-religioso, avente per protagonista Maria di Nazareth, la cui figura viene dall’autore rinnovata e arricchita con uno sguardo e con invenzioni narrative anche assai audaci. —
F.SCAB.