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Alberto e la cura del giardino «Amo la natura e la creatività»

Montalenghe. Anche se il tempo è un po’ instabile in questi giorni, tra giornate caldissime e rovesci di pioggia improvvisa, i giorni di maggio e i primi di giugno sono quelli ideali per dedicarsi ai lavori di giardinaggio. Lavori che, soprattutto per aree verdi importanti, richiedono figure esperte quali quella del giardiniere. In questo campo, sicuramente, ha maturato una grande esperienza Alberto Fornengo, 55 anni, di Montalenghe, titolare dell’azienda Alpiflora Garden situata sulla provinciale Caluso-Castellamonte nel Comune di Montalenghe che al verde, privato e pubblico, si dedica da ben 35 anni.

Quando ha iniziato a fare questo lavoro, che cosa l’ha spinta a farlo e quale è stato il suo percorso professionale?
«L’azienda era di famiglia, gestita dai miei genitori, collaboravo con loro già nel mio tempo libero fin da bambino. Sono sempre stato orientato verso questo lavoro tanto che ho frequentato l’istituto di agraria Ubertini a Caluso, nel 1990 dopo aver fatto il militare, sono di fatto entrato a lavorare nell’azienda di famiglia dove, poi, nel 2000 sono subentrato come titolare. Praticamente è stato un passo obbligato, prima avevamo sede a Torino, poi a Montalenghe, e mi son trovato nella condizione di rilevarla quando i miei si sono ritirati. Prioritariamente l’attività che svolgo è quella di realizzazione di aree verdi e manutenzione, alla quale consegue quella commerciale con il vivaio, dove abbiamo vendita al dettaglio e all’ingrosso di piante e fiori, con ogni attrezzatura e prodotto che riguarda il giardinaggio».

In che cosa consiste il suo lavoro?
«Tutto quello che è verde all’esterno delle mura domestiche: dallo studio e realizzazione di giardini, aiuole, messa a dimora di piante, realizzazione passaggi, impianti di irrigazione, illuminazione giardini, tutte le pertinenze delle aree esterne. E, poi, la manutenzione: semina, potature, concimazione, lavori anche su cestelli e piattaforme per il taglio».

È, come tutti pensano, un lavoro stagionale, oppure tutto l’anno ci sono interventi che riguardano il verde e il giardinaggio?
«Il mio lavoro è correlato alle stagioni, soprattutto nella nostra area geografica, anche se negli ultimi anni con i cambiamenti climatici è molta estesa la stagione di lavoro, oggi si arriva fino a dicembre dove prima si finiva a ottobre con alcune tipologie di interventi. È un lavoro molto legato al clima, ad esempio quest’anno è molto piovoso e sta tardando la primavera, quindi per certi lavori siamo fermi o in attesa. Noi siamo specializzati nella costruzione di giardini, quindi questo clima non va benissimo, ma grazie a un po’ di differenziazione di attività si coprono questi momenti con lavori anche fuori dal territorio come la Liguria dove il clima è differente, più mite e stabile».

La cura del verde è alla portata di tutti oppure serve un professionista e in cosa consiste la differenza di intervento?
«Ci sono aspetti che posso essere gestiti dal privato, vedi il taglio dell’erba, alcuni piccoli lavori di manutenzione. Il lavoro del professionista, però, incide su aspetti che vanno dalla concimatura, alla potatura, il lavoro del professionista non può essere sostituito da un video tutorial. Ad esempio sulle potature: ogni pianta ha una storia a sé, anche se dello stesso tipo, ogni pianta ha una sua identità, anche per i trattamenti, non sono prodotti fatti in serie. Solo chi lo fa di professione ed ha esperienza alle spalle è in grado di calibrare gli interventi specifici per ogni pianta o fiore».

Quali sono i lati positivi e negativi del suo lavoro?
«I lati positivi sono maggiori dei negativi, hai il contatto con le persone, questo è importante, il contatto con il verde e l’ambiente, un lavoro all’aria aperta. Anche se sei in centro città. La creatività è uno degli aspetti che mi piacciono, per avere l’effetto “wow” del giardino del cliente, è questo che rende il mio lavoro interessante e divertente. L’aspetto negativo è l’assoluta dipendenza dai cambiamenti climatici. Sia per il lavoro mentre lo svolgi che per la stagionalità».

In che zona lavora? Le è capitato di fare lavori anche molto distante dal Canavese?
«Spaziamo dal nord Piemonte, area Canavese e Valle d’Aosta, oltre alla Liguria. Lavori lontani? Mi è capitato di andare in Francia oppure in Lombardia, zona di Como e del lago. Tra le cose particolari: ricordo di aver lavorato per il tenore Alvarez nella zona di Tortona. Ho lavorato per Pirelli e per Arrigoni. —

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