Referendum, i no travolgono il quesito sulla cittadinanza: la sinistra prende la sveglia pure dai suoi elettori
Quasi il 35% dei cittadini che hanno votato ai referendum ha detto no al dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza. Il quesito era quello più “politico” e, in fin dei conti, anche più sensibile per la sinistra, sempre pronta a tuonare contro le politiche migratorie dell’esecutivo. Si tratta dunque di una debacle nella debacle complessiva dell’affluenza, rimasta al 30%.
Lo schiaffo alla sinistra sulla cittadinanza facile
Lo è perché alla luce della politicizzazione che è stata fatta del voto, presentato dall’opposizione come l’avviso di sfratto al governo, è facile immaginare che la gran parte di quanti si sono recati alle urne sia tendenzialmente composta da elettori di sinistra. Ed è dunque dal proprio popolo che la sinistra ha ricevuto lo schiaffo più sonoro su una tematica che, evidentemente, gli italiani anche del loro schieramento non vogliono sia affrontata in termini ideologici, ma in termini pragmatici. Non va meglio comunque anche se si esclude questa lettura e si considera come trasversale l’elettorato che ha votato ai referendum: in questo caso i no alla cittadinanza facile andrebbero sottratti ai voti che la sinistra rivendica come contrari al governo, facendo saltare ogni calcolo bizantino dietro il quale stanno cercando di nascondere la sonora sconfitta.
Ciriani: «Questo risultato conferma che siamo dalla parte giusta»
«Il risultato che si sta profilando sul quesito dei referendum per la riduzione degli anni necessari per ottenere la cittadinanza italiana – ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani – dovrebbe davvero far riflettere la sinistra. Anche il loro elettorato, un elettorato estremamente politicizzato e che ha risposto ad una sorta di chiamata alle armi, si è espresso in buona parte contro questo quesito. Questo risultato – ha aggiunto – ci dà la conferma che siamo dalla parte giusta, ossia dalla parte degli italiani e che stiamo interpretando nel modo giusto il loro volere».
I risultati degli altri quesiti e la “distrazione” della sinistra
Nessuno dei quesiti sul lavoro si è neanche lontanamente avvicinato a quella percentuale di no: per le altre schede i no si sono fermati tra l’11% e il 12%. E, non a caso, nei commenti dell’opposizione dopo il voto si è pressoché persa traccia del quesito sulla cittadinanza. Con qualche rarissima eccezione. «La percentuale comunque non trascurabile dei no deve far riflettere anche a sinistra», ha detto l’assessore regionale della Toscana, Alessandra Nardini, rimasta da quelle parti voce isolata di realismo.
L'articolo Referendum, i no travolgono il quesito sulla cittadinanza: la sinistra prende la sveglia pure dai suoi elettori sembra essere il primo su Secolo d'Italia.