World News

A Bajo la “truffa del parente” fallisce grazie a una vicina

BORGOFRANCO D’IVREA

Un tentativo di truffa al telefono è stato sventato per un soffio nei giorni scorsi nella tranquilla Bajo Dora: ma ora la comunità è in allarme e drizza le antenne. E almeno altri cinque casi, con il medesimo modus operandi si sono registrati a Borgofranco. Il raggiro è di quelli più frequenti in questo periodo: il malvivente contatta la vittima per telefono, spacciandosi per carabinieri e dicendo che un familiare è stato coinvolto, oppure che ha provocato un incidente, e che ha urgente bisogno di soldi per pagare l’avvocato. Così è successo a una pensionata di 80 anni residente a Bajo.

«Il finto carabiniere – racconta la figlia – le ha detto che il nipote adolescente, di cui conoscevano il nome, con il motorino aveva investito una persona. Un altro complice si fingeva mio nipote impaurito e chiedeva a mia madre (sua nonna) aiuto. Mia madre spaventata non ha riconosciuto ovviamente le voci ed è andata nel panico. I finti carabinieri le hanno detto che la persona investita aveva bisogno di cure urgenti e che servivano dei soldi. Dopo venti minuti hanno chiamato nuovamente annunciando di essere al cancello pronti a farsi consegnare il denaro. Per fortuna la nostra vicina di casa ha parlato con mia mamma e ha capito che si trattava di una truffa».

Il malvivente a quel punto si è allontanato, ma le telecamere presenti in zona ne hanno registrato l’immagine: un uomo alto di statura e piuttosto robusto. Immagini che potrebbero rivelarsi utili per le indagini dei carabinieri. Quelli veri però.

Intanto anche il sindaco Fausto Francisca ribadisce l’importanza di una comunità coesa, primo argine contro le truffe, oltre ai comportamenti resi noti dalle forze dell’ordine: non aprire la porta agli sconosciuti e in caso di dubbi sulla buona fede degli interlocutori chiamare subito il 112.

«Siamo in stretto contatto con i carabinieri – dice Francisca – dopo alcuni avvistamenti, nella speranza che i malviventi vengano scoperti». L’anno scorso altri truffatori avevano bussato alle porte di alcuni anziani di Bajo e San Germano: quella volta erano in due e si erano presentati come addetti della Smat, con il pretesto di controllare la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti. Quattro i raggiri andati a segno all’epoca.

Si tratta di ondate di microcriminalità che in particolare si riversano nei piccoli centri, e che si fanno insistenti durante la stagione estiva, quando molti anziani restano soli nelle loro abitazioni con i figli e nipoti lontani poiché in vacanza. I cittadini quindi tornano a chiedere maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine.

E potrebbe rimettersi in moto anche l’azione di controllo di vicinato che nel “paese dei Balmetti” si era organizzata lo scorso febbraio in seguito a un’ondata di furti.

Читайте на сайте