Lettera 22, una storia di sport e fratellanza
IVREA. Lettera 22 festeggia un successo senza precedenti nella storia della società: la promozione in serie C. Un’impresa che va oltre il parquet, frutto di una passione ventennale, un progetto solido e una storia di sport e fratellanza che affonda le radici nel cuore dell’Europa.
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Paolo Cossavella, un giovanotto di quasi sessant’anni è il presidente della società. Ma è anche la memoria storica, uno dei fondatori e l’anima della compagine cestista eporediese. «La nostra società ha una caratteristica speciale: da quando siamo nati, siamo sempre gli stessi a gestirla, un gruppo tenuto unito dalla passione – racconta –. Sono venticinque anni che la dirigenza è composta dalle stesse persone. Questo ci ha permesso di costruire una realtà solida e duratura, che quest'anno ha fatto il salto di qualità. Il prossimo obiettivo è consolidare la nostra presenza in Serie C».
LA NASCITA, UN’EPOPEA
La nascita della Lettera 22 è un'epopea sportiva che merita di essere raccontata. Siamo nel 2000, a Kragujevac, in Serbia. I bombardamenti sono appena cessati, l'embargo è terminato. Nelle terre dell'ex Jugoslavia si ricomincia a vivere, male ma si ricomincia a vivere dopo anni di una sanguinosa guerra. Un gruppo di cooperanti di Ivrea visita il quartiere della squadra di basket Kolonac, offrendo materiale sportivo. La risposta è inaspettata: “Grazie per il materiale, ma ci farebbe piacere giocare con i ragazzi italiani”. Tornati a Ivrea, viene coinvolto un giovane Paolo Cossavella, nell’organizzare un incontro amichevole. Cossavella, visionario, punta su un vero e proprio torneo. Ottima idea, risposta corale.
CORREVA L’ANNO 2001
Così, nel 2001, nasce Canestri senza reti, un torneo internazionale di pallacanestro e solidarietà rivolto ai ragazzi di categoria Under 14 e che nel corso degli anni ha visto la partecipazione di futuri campioni come Dario Šaric o Nihad Djedovic e che ancora oggi riveste un’importanza internazionale. La finale di quella prima edizione fu un momento toccante e simbolico: si affrontarono la squadra serba KK Kolonac di Kragujevac e la bosniaca KK Velez di Mostar, un incontro che pochi mesi prima sarebbe stato impensabile. L'esito della partita passò in secondo piano rispetto al significato profondo dell'evento: ragazzi provenienti da paesi che si erano appena affrontati in una sanguinosa guerra si trovavano sullo stesso campo, uniti dallo sport. «Fu un momento emozionante – ricorda Cossavella, quasi commosso – eravamo seduti tutti insieme, serbi e bosniaci, intorno a un tavolo, cantando e mangiando dopo l'incontro. Quando sono ripartiti, i due allenatori si sono abbracciati piangendo. Lì abbiamo capito di aver fatto qualcosa di veramente importante». Da quell'esperienza indimenticabile, prese vita non solo il torneo, ma anche la squadra di basket di Ivrea: la Lettera 22.
ATTIVITÀ COMPLETA
L'attività della Lettera 22 non si limita alla prima squadra, composta da circa dodici elementi tra i 20 e i 23 anni. La palestra del Liceo Gramsci di Ivrea, da tre anni "casa" della società, pullula di giovani e giovanissimi. Sono circa 260 i partecipanti alle attività sportive, dai 6 ai 19 anni, coordinati da dodici tra educatori e allenatori. Negli ultimi anni, anche il settore femminile sta crescendo, con una prima squadra e due rappresentative giovanili. «Negli ultimi tre anni abbiamo iniziato a strutturarci in modo molto più professionale – spiega Mauro Celani, uno degli allenatori del settore giovanile che ha assistito alla nascita della squadra – l’attenzione ai più piccoli è il cuore della società. Tutta la prima squadra è composta da giocatori che hanno seguito l'intero percorso delle nostre giovanili». Un esempio emblematico di questa filosofia è l'attuale allenatore, Fabio Micheletto. «Fabio ha giocato tutte le categorie con noi e poi ha iniziato la sua carriera di allenatore – prosegue Celani – dopo aver allenato diverse squadre in Italia è poi tornato ad allenare la nostra, con i successi che tutti conosciamo». Il suo lavoro è stato fondamentale anche per la crescita di tutto il vivaio della società cestista eporediese. La Lettera 22 si è distinta anche a livello internazionale, partecipando per la prima volta alla European Youth Basketball League (EYBL), la principale lega giovanile in Europa. Alla fine di febbraio di quest'anno, la rappresentativa Under 16 ha raggiunto la fase finale del torneo, disputato a Riga, un risultato di prestigio che testimonia la qualità del lavoro svolto.
GIOCARE A BASKET, COSA SERIA
«La promozione in serie C non era cercata – conclude Mauro Celani – ma non è stata sicuramente una cosa casuale perché dietro c’è un grande lavoro di tutta la società». Il lavoro che è stato fatto e la natura di questa esperienza non solo sportiva lo descrive perfettamente Paolo Cossavella. «Giochiamo a basket e vogliamo che sia una cosa seria. Vogliamo che i ragazzi prendano gli allenamenti con impegno, per questo abbiamo creato una struttura dove sono presenti figure come lo psicologo dello sport e la nutrizionista. Crediamo nella professionalità nel fare sport, ma pensiamo anche che lo sport possa essere uno strumento per allargare le nostre conoscenze e non voltarci dall'altra parte. Non dimentichiamo in quale occasione siamo nati». Con la promozione in Serie C e il successo consolidato di Canestri senza reti, la Lettera 22 si conferma una realtà in fermento, capace di coniugare ambizioni sportive di alto livello con un profondo impegno sociale e formativo. Il suo è un modello di sport che costruisce ponti, educa al valore del sacrificio e della collaborazione, e testimonia come, anche attraverso un pallone da basket, si possa contribuire a un mondo migliore.