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Indagato il coordinatore provinciale di Forza Italia, è accusato di corruzione

MAGHERNO. Nega di avere ricevuto avvisi di garanzia, ma il suo nome compare nelle carte dell’inchiesta sugli appalti nei Comuni di Magherno, Vistarino e Gerenzago, dove per la Procura di Pavia sarebbero stati assegnati lavori con fondi pubblici in maniera illecita. Antonello Galiani, 48 anni, coordinatore provinciale di Forza Italia, ex vicesindaco di Vigevano, è indagato in qualità di amministratore unico della società Mia Engineering di Vigevano per l’ipotesi di reato di corruzione.

Dalle carte notificate nel corso di diverse perquisizioni a carico di altri soggetti, tra cui il sindaco di Magherno Giovanni Amato, avvenute la scorsa settimana, si apprende di una perquisizione a carico anche di Galiani, ma due anni fa, il 10 ottobre 2023. In quell’occasione fu sequestrato a Galiani il cellulare: all’interno i carabinieri hanno trovato alcune chat di Whatsapp in cui si farebbe riferimento a un appalto nel Comune di Magherno in cui Galiani avrebbe svolto un ruolo di mediazione «illecitamente retribuita» tra il Comune e altre due società. Una sorta, in sostanza, di consulenza fuori dalle regole. Nell’inchiesta, coordinata dalla pm Chiara Giuiusa, si ipotizzano, anche, a carico del sindaco e di un dirigente comunale, le ipotesi di reato di turbativa d’asta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

«No comment»

Sull’ipotesi di reato a carico di Galiani non arrivano dichiarazioni: il coordinatore provinciale di Forza Italia non commenta e ribadisce di non avere ricevuto contestazioni. Così il suo avvocato, Andrea Rodolfo Masera: «Non abbiamo notizia di alcun coinvolgimento nel procedimento». Il sindaco di Magherno, Giovanni Amato, nel ribadire la sua estraneità ai fatti contestati, chiarisce invece «di non avere avuto alcun rapporto di tipo lavorativo con società di Galiani, con cui ho solo un legame politico per il partito». Al centro delle perquisizioni a Magherno sono finiti i lavori di rigenerazione urbana che stanno riguardando le scuole elementari e medie. Interventi dal costo di 740mila euro, 300mila provenienti da fondi regionali, 440mila dalle casse comunali. I carabinieri, una settimana fa, hanno acquisito i documenti relativi a questi appalti negli uffici del Comune, ma anche documenti relativi all’erogazione al Comune del mutuo della Cassa depositi e prestiti. I militari hanno cercato anche i documenti di commesse affidate a due società e eventuali consulenze assegnate alla Mia Engineering.

Altri indagati e perquisiti

Nell’inchiesta, che è già passata attraverso una proroga delle indagini, ci sono altri indagati che ricoprono ruoli istituzionali e imprenditoriali. La procura ipotizza una gestione illecita dei bandi pubblici e favoritismi verso imprenditori locali amici nell’assegnazione degli appalti. Sono stati perquisiti anche i Comuni di Vistarino e Gerenzago, dove sono stati acquisiti documenti relativi a diversi altri interventi pubblici, ma perquisizioni si sono svolte anche a carico di terzi soggetti non coinvolti nell’inchiesta ma che, per il loro legame con gli indagati, potrebbero, per gli inquirenti, essere in possesso di informazioni o documenti utili alle indagini.

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