Nuovo Cossa, trovato amianto: i costi salgono di 300mila euro
PAVIA. Rimozione «di manufatti contenenti amianto e fibre», sostituzione del collettore fognario e spostamento di un tratto di tubature «per interferenza» con le lavorazioni in corso. Interventi aggiuntivi, la cui necessità è stata segnalata dalla direzione lavori (affidata allo studio Calvi), che fanno ulteriormente lievitare i costi di realizzazione della nuova sezione alberghiera del Cossa, ricavata dalla ex caserma di via Defendente Sacchi: la Provincia ha approvato la perizia di variante con relativa modifica del contratto, che comporterà un incremento di quasi trecentomila euro (283mila) dell’impegno economico. Attualmente il totale delle spese da affrontare per completare l’intervento è lievitato a 7,7 milioni di euro: un aumento del 24% rispetto al primo progetto di fattibilità di quattro anni fa (6,2 milioni), ma ben superiore per la quota a carico della Provincia, da 1,5 milioni di quella previsione iniziale a quasi il doppio, 2,7 milioni.
Se infatti è rimasto invariato a 7,830 milioni il quadro economico dell’intervento, che ingloba anche i risparmi ottenuti dal ribasso d’asta, l’ulteriore incremento del costo (c’erano già state altre varianti) accresce l’esborso per la Provincia, visto che solo una parte delle opere (5,170 milioni) è finanziata con fondi Pnrr.
Già sette subappalti
Per effetto della nuova variante, inoltre, si è quasi azzerata - è di soli 109 mila euro - la somma accantonata grazie al ribasso d’asta (l’appalto era stato aggiudicato con uno sconto del 10,5% all’ Iti Impresa generale spa di Modena, che per meno di un punto aveva superato l’offerta dell’associazione temporanea di imprese guidata da Damiani costruzioni di Villanterio assieme a La Cascina).
Se Iti Impresa generale ha vinto la gara, nel corso delle lavorazioni sono già stati autorizzati dalla Provincia sette subappalti per un totale di 1 milione di euro (sui 5,5 circa da versare a Impresa generale). L’altra gara di rilevante importo è stata quella per direzione lavori e coordinamento sicurezza, affidati per 576mila euro allo studio Calvi Beam, che si è aggiudicato anche quello per la progettazione definitiva dell’intervento, assieme all’ingegnere Linda Parati di Crema e allo studio associato di geologia Ecogis di San Martino Siccomario, per 320mila euro.