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Più risorse, premialità per aggregazioni e un occhio di riguardo per i piccoli eventi

Ivrea

La giunta guidata dal sindaco Matteo Chiantore ha approvato nei giorni scorsi i criteri per il nuovo bando cultura 2025, destinato a sostenere iniziative culturali sul territorio eporediese. Il bando, la cui pubblicazione è attesa entro questa settimana, introduce importanti novità rispetto alle edizioni precedenti, con l’obiettivo di rilanciare il ruolo della cultura come fattore di coesione sociale e sviluppo locale.

La prima novità riguarda l’entità delle risorse disponibili: 100.000 euro complessivi, più del doppio rispetto all’anno scorso. Un incremento significativo, reso possibile grazie all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, che compensa la riduzione dei contributi erogati dalla Fondazione Guelpa negli ultimi due anni, su richiesta della stessa amministrazione. Un impegno concreto, che testimonia la volontà del Comune di continuare a sostenere un settore che, pur tra mille difficoltà, ha dimostrato vitalità e capacità di adattamento.

Premiata l’aggregazione

La seconda innovazione di rilievo è l’introduzione di una premialità specifica per i progetti presentati in forma aggregata. L’intento è quello di incentivare la collaborazione tra enti e associazioni, stimolando la nascita di proposte culturali multidisciplinari e condivise, in grado di valorizzare le competenze e le esperienze maturate sul territorio. Progetti elaborati in rete potranno beneficiare di un contributo massimo di 25.000 euro, mentre per le singole realtà resta il tetto di 10.000 euro.

Il bando, valido per tutto il 2025, coprirà l’intero arco dell’anno solare, includendo anche manifestazioni già avviate, superando così la consueta stagionalità estiva. Sono ammessi progetti nei settori del teatro, della musica, del cinema, delle arti visive, della lettura, della cultura popolare, delle scienze sociali, e iniziative celebrative, mostre e convegni. Particolare attenzione sarà rivolta alle attività che si svolgeranno nei quartieri, anche in considerazione dell’indisponibilità del cortile del Museo Garda, tradizionalmente utilizzato per eventi culturali.

Un ulteriore elemento di attenzione è riservato a quelle piccole associazioni che negli scorsi anni, pur avendo superato la soglia minima di punteggio, non erano riuscite a ottenere un contributo. Il nuovo bando prevede infatti un sistema di punteggi che favorisce la valorizzazione di progetti già ritenuti validi ma non finanziati in precedenza o finanziati solo in parte, offrendo loro una nuova possibilità, ossia quella di ripresentare un progetto revisionato.

Criteri di valutazione

Tra i criteri di valutazione figurano la qualità e l’originalità della proposta, l’impatto sui giovani e sull’inclusione, la gratuità dell’iniziativa, la sostenibilità economica, l’iscrizione all’Albo delle associazioni del Comune di Ivrea e, appunto, la partecipazione a progetti aggregati. I contributi saranno assegnati in base a una graduatoria redatta da una commissione apposita, con soglia minima fissata a 40 punti su 100.

La domanda potrà essere presentata da enti e soggetti del terzo settore, purché legalmente costituiti da almeno un anno e in grado di garantire un cofinanziamento pari ad almeno il 30% del budget complessivo. Restano escluse le attività a carattere commerciale, i corsi di formazione e le iniziative già sostenute tramite altri strumenti di convenzionamento o patrocinio comunale.

Percorso partecipato

Il bando cultura 2025 è stato elaborato a seguito di un percorso partecipato che ha coinvolto gli operatori culturali in tavoli di confronto promossi dall’amministrazione. Durante questi incontri sono emerse esigenze, criticità e proposte che hanno contribuito a definire il testo finale. «Abbiamo cercato – sottolinea il sindaco Matteo Chiantore – di costruire un bando che non solo tenga conto delle necessità degli operatori, ma che sappia anche guidare una crescita qualitativa del panorama culturale eporediese».

Nel frattempo, l’amministrazione comunale si impegna a rafforzare la formazione del personale interno affinché il bando non resti un mero atto amministrativo, ma diventi uno strumento operativo di sviluppo e dialogo tra istituzioni e territorio. Alle associazioni viene richiesto uno sforzo analogo: guardare oltre il proprio perimetro, fare rete, progettare pensando alla città nel suo complesso.

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