Salvini-Saviano, scontro in tribunale. Lo scrittore: “Vergognati”, il ministro: “Maleducato, non ritiro la querela”
Matteo Salvini non ritira la querela per diffamazione nei confronti di Roberto Saviano, che lo definì mafioso. E nell’udienza di oggi, dopo una stretta di mano, l’autore di Gomorra, lungi dal mostrare pentimento, ha detto al titolare delle infrastrutture di vergognarsi.
Salvini, Saviano e l’udienza di oggi: “E’ un maleducato”
“Ho stretto la mano a Saviano in aula e lui mi ha detto ‘vergognati’. E’ un maleducato, ma non è certo un reato”. A dirlo il ministro Matteo Salvini a margine dell’udienza in Tribunale a Roma del processo che vede imputato lo scrittore napoletano per l’accusa di diffamazione per alcuni post sui social. I post, oggetto del capo di imputazione in cui si contesta di aver offeso la reputazione del leader leghista, risalgono al giugno 2018 e in uno Salvini, ora parte civile nel procedimento, era definito ministro della ‘malavita’. “Io non ce l’ho con lui no, ma se qualcuno mi dà del mafioso o amico della ‘ndrangheta non è normale: non è normale per un ministro, per un padre, per un cittadino. Noi i clan li abbiamo combattuti”, ha sottolineato Salvini lasciando la città giudiziaria.
“Per quelle parole ho avuto problemi familiari”
“In famiglia, i figli hanno le spalle larghe, anche se, all’epoca, la bimba aveva 5 anni, e il ragazzo 15, e qualche problema ad andare a scuola con il papà definito ministro della ‘Malavita’ lo ha portato”, ha poi aggiunto il vicepresidente del Consiglio.
Salvini: “Mai fatto nulla per togliere la scorta a Saviano”
“Vivo come Saviano sotto scorta da anni, non lo ritengo un privilegio e nemmeno un vantaggio. So che ci fu la polemica da parte sua, ma la scorta non la toglie l’organismo politico o partitico: non credo sia spendibile come argomento”. Cosi Matteo Salvini, ascoltato come parte offesa nel processo, davanti al tribunale di Roma. “Da ministro non feci nulla di lesivo contro Saviano , ovviamente da rappresentante delle istituzioni non feci nulla per modificare qualcosa”, ha aggiunto il vicepresidente del Consiglio.
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