Pavia, il Comune: «Tracce inquinanti nelle polveri dalla Riso Scotti»
PAVIA. Sono arrivati in Comune gli esiti delle analisi che l’assessore all’Ambiente, Lorenzo Goppa, aveva chiesto all’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, dopo la fuga di una nube di cenere da un camino della Riso Scotti lo scorso 4 aprile; cenere che aveva ricoperto di un velo sottile la zona di via Ponzio a Pavia Est.
Il risultato
«Quanto è uscito dalle analisi – dice l’assessore Goppa – evidenzia la presenza di tracce di diossina e metalli pesanti nei residui analizzati. Ne abbiamo discusso nel corso di una riunione con i vertici di Arpa, Ats e delegati dell’amministrazione provinciale di Pavia. Il direttore generale di Arpa Lombardia ha riferito che i dati non sono preoccupanti principalmente per due ordini di ragioni: in primo luogo perché i prelievi delle ceneri non vennero fatti nell’immediatezza dell’evento, ma solo alcuni giorni dopo. E poi perché nella filiera alimentare si possono riscontrare tracce di metalli pesanti e diossine».
In ogni caso, per discuterne pubblicamente, è stata convocata per il prossimo 9 luglio una seduta della commissione Salute del Comune alla quale verranno invitati i funzionari di Arpa e di Ats.
I prelievi delle ceneri non erano stati eseguiti nell’immediatezza del fatto. Era stato l’assessore Goppa a chiedere che Arpa intervenisse per campionare la polverina nera che si era accumulata sulle auto, sulla strada e sulle proprietà private della zona. IL prelievo, quindi, era avvenuto con alcuni giorni di ritardo ed è verosimile che, nel frattempo, la cenere possa essere stata “inquinata” da altre sostanze, rendendo quindi gli esiti delle analisi meno attendibili di quanto atteso.
Massima trasparenza
L’azienda che produce riso, attraverso il suo ufficio stampa, fa sapere di avere sempre tenuto la massima trasparenza in seguito all’evento accidentale: «Abbiamo fatto fare delle analisi e abbiamo consegnato i risultato a tutti gli enti istituzionali coinvolti, dal Comune all’Arpa all’Ats. Peraltro, trattandosi di materiale che commercializziamo (le ceneri di lolla di riso - ndr) le stesse analisi vengono condotte periodicamente».
Riguardo al fatto che alcune aree non sarebbero state ripulite dalla polverina nera, Riso Scotti ricorda come subito dopo la fuoriuscita del materiale dal camino i suoi addetti si siano premurati di ripulire tutte le aree nelle quali era possibile intervenire.
«Siamo intervenuti sulle aree pubbliche – prosegue l’ufficio stampa – e nelle proprietà dei residenti che ci hanno consentito di entrare. Alcuni si sono rifiutati e, a quel punto, non potevamo di certo fare irruzione con la forza in proprietà private».
L’evento aveva destato una certa preoccupazione tra i residenti e i titolari di attività produttive in via Ponzio. Alcuni, subito dopo la fuoriuscita, avevano lamentato irritazioni alle vie respiratorie. Un gruppo di cittadini aveva anche raccolto un campione delle polveri per farlo sottoporre a un’analisi “di parte”. Del caso si era discusso anche durante una seduta di Consiglio comunale a seguito di una instant question presentata dal capogruppo di Forza Italia, il consigliere comunale Antonio Bobbio Pallavicini.
La Riso Scotti: «Resti di lolla emessi nella pulizia di un camino»
Il 4 aprile la Riso Scotti spiegò che spiegò che la sostanza emessa in aria era cenere di lolla, prodotto della combustione della buccia del riso per ricavarne energia, e che la fuoriuscita dal camino era avvenuta durante un’operazione di manutenzione svolta durante la notte da una ditta esterna specializzata: l’attivazione a una potenza eccessiva di un ventilatore all’interno della camera di combustione aveva causato la dispersione all’esterno. La cenere di lolla è un sottoprodotto del processo di combustione, viene stoccata e poi venduta da Scotti perché usata in bioedilizia (in alternativa al calcestruzzo e per realizzare isolanti) e anche per la mescola di pneumatici.
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