Disturbato dalle campane chiede al Comune 7mila euro
OTTOBIANO
I rintocchi delle campane della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo disturbano il sonno di un cittadino, che ha scelto di andare per vie legali contro il Comune chiedendo un risarcimento danni di 7mila euro. Questo perché i battiti delle ore e delle mezze ore nell’arco dell’intera giornata sono di competenza del Comune e non della parrocchia. Così la giunta guidata dal sindaco Pier Angelo Cecchetto si è rivolta all’avvocata Laura Zerbinati, con studio nel paese limitrofo di San Giorgio, per dirimere la questione.
«no al risarcimento»
«Noi abbiamo respinto la proposta di accordo bonario e il risarcimento danni chiesto dal cittadino all’interno della procedura di mediazione volontaria inviataci dal suo avvocato – spiega il sindaco Cecchetto – E il motivo è molto semplice: l’oggetto della mediazione è relativo al presunto disturbo acustico causato dal funzionamento delle campane, ma la materia è disciplinata dal Regolamento di zonizzazione acustica approvato dal consiglio comunale nel 2003. In questo testo si spiega che il rintocco delle campane a ogni ora e mezz’ora è considerato un servizio di pubblica utilità che va oltre gli articoli del Codice civile. Inoltre, il Comune non deve nemmeno dotarsi di un piano di abbattimento del rumore perché, nel caso specifico, il rintocco delle campane è inferiore ai tre decibel previsti dalla normativa».
Prima di respingere la procedura di mediazione, il Comune aveva anche coinvolto l’avvocato Franco Colli, legale che tutela gli interessi della parrocchia di San Michele. «Ci ha confermato – prosegue il sindaco – che le campane di una chiesa possono essere attivate quando e come decide il parroco in occasione delle funzioni liturgiche, secondo il Concordato fra Stato italiano e Città del Vaticano. In ogni caso, il Comune aveva ritenuto necessario incaricare il legale di riferimento, appunto l’avvocata Laura Zerbinati, per essere assistito nella controversia stanziando una somma preventiva di circa 420 euro. «Avevo già spiegato a voce al cittadino come stavano le cose – conclude il sindaco Cecchetto – Purtroppo, però, ha deciso di proseguire nell’azione legale e quindi il Comune è stato costretto a impegnare una somma per l’assistenza di un professionista nelle sedi opportune. Spero che la questione si concluda qui e che il cittadino capisca che il suono delle campane è un servizio di pubblica utilità e non un modo per tenere sveglie le persone nelle ore notturne». —
Umberto De Agostino