‘Tutta la vita’: un inno all’amicizia. Intervista a Letizia Meuti
Letizia Meuti nasce come blogger di moda e social-travel con “Appunti di viaggio”.
Nel 2021 fonda e dirige, il quotidiano online indipendente Roma-News.
Esordisce nel ruolo di autrice e scrittrice, nel 2024, con il suo primo romanzo di narrativa contemporanea intitolato: “Un Cinese Napoletano”. “Tutta la vita” è la sua seconda
pubblicazione, vero e proprio inno all’amicizia come forma di resistenza all’individualismo. Perchè sogni e valori hanno un altro sapore condivisi.
Chi sono i quattro ragazzi protagonisti del suo ultimo romanzo?
Nel mio ultimo romanzo, parlo di questi quattro ragazzi, che condividono uno spazio sia emotivo che fisico, dove le diverse fragilità diventano terreno per crescita e sostegno reciproco.
Non sono eroi, sono persone vere, con battaglie invisibili che spesso nessuno vede.
Sofia è una giovane imprenditrice reduce da una relazione tossica, vive a Pisa con gli amici coinquilini e guida una start-up.
E’ molto ambiziosa e usa il lavoro come terapia per ricostruirsi dopo una ferita sentimentale.
Sembra determinata e resiliente, ma porta con sé una vulnerabilità emotiva che può emergere in momenti di stress o insicurezza.
Tende a investire ogni risorsa inedita nella sua start-up, quasi per dimostrare a se stessa di essere rinata.
Marta è un’ amica solare e radicata nel passato, con il sogno di aprire un rifugio per animali.
Empatica e altruista, trova il proprio scopo nel prendersi cura degli altri esseri viventi.
Ha bisogno di stabilità e continuità, rifuggendo gli stravolgimenti perché può percepirli come minacce.
Porta dentro un filo di nostalgia, forse derivante da radici familiari o da momenti passati che continua a idealizzare.
Luca è il primo dei due personaggi maschili che troviamo all’ interno del libro.
Elegante e ironico, sta affrontando il coming-out con una famiglia ancora chiusa su certi temi.
Profondamente introspettivo, usa l’ironia spesso per nascondere il proprio disagio interiore.
Cerca autenticità e coerenza, ma soffre per la mancata accettazione familiare.
Il suo percorso è quello di un giovane che si costruisce lentamente, iniziando a reclamare il diritto di essere se stesso.
Giacomo è un giovane immigrato del Bangladesh che ha perso il lavoro e convive con gli altri protagonisti.
Estremamente resiliente, affronta l’incertezza con lucidità e coraggio silenzioso.
Porta con sé un potente senso di responsabilità verso la propria famiglia oltre al proprio futuro.
Pur essendo marcato dalle difficoltà, mostra una notevole forza interiore che lo rende un punto di riferimento discreto nel gruppo.
Da Napoli a Pisa, come individua le location dei suoi romanzi?
Diciamo che scrivo i miei romanzi spinta dalle mie passioni, che in questi due casi sono le bellissime terre della Campania e della Toscana.
Quello che ha sempre mosso la mia voglia di raccontare è legato anche al mio volere di tornare a parlare delle nostre tradizioni, delle radici, il senso di appartenenza che ci portiamo dietro, attraverso gli usi e i costumi del nostro paese, e non. Alle usanze tramandate, ai ricordi fatti anche di luci, suoni, colori e sapori.
A quello che ci lega molte volte gli uni agli altri ma che ci può anche allontanare e altre volte dividere, purtroppo.
Come sceglie le vite che decide di raccontare?
Spesso mi capita di attingere o a mie esperienze personali o alle storie delle persone che mi circondano, magari con cui condivido un pezzo del nostro viaggio su questo pianeta.
Tante volte sono il risultato del mix di entrambe. Mi piace molto osservare per poi riportare su carta e penna, perchè, ahimè, sono ancora legata a questa pratica ormai sul filo della decadenza quasi.
Fosse per me scriverei ancora con penna e calamaio addirittura.
Penso che la scrittura sia un’arte e il tutto mi riporta a tempi ben più romantici dei nostri.
Vivo molto in questo “allure” e tutto ciò, è quello che in tanti anni ha contribuito alla maturazione di certi miei pensieri e sentimenti.
In entrambi i romanzi è dominante il tema dell’identità, declinata in ogni sfaccettatura. Quanto è importante per lei?
Per me molto, come dicevo rispondendo alla prima domanda. L’ attaccamento alle radici è una cosa che sento veramente e il tempo mi ha portata spesso a ricercare.
In Tutta la vita i protagonisti sono dei giovani adulti alle prese con le sfide del futuro che trovano riparo in una profonda amicizia. Quanto è importante saper conservare dei legami nel momento in cui si ricerca una propria affermazione?
Secondo me, conservare i legami mentre si cerca la propria affermazione è fondamentale per almeno tre ragioni: la prima è per il: supporto emotivo e una certa stabilità.
L’affermazione personale porta spesso con sé momenti di dubbio, fallimento e frustrazione.
Avere amici veri, che condividono i nostri valori e che ci conoscono davvero, offre un sostegno emotivo fondamentale.
In “Tutta la vita”, i protagonisti si sorreggono a vicenda proprio nei momenti in cui il futuro appare più incerto.
La seconda è quella che chiamano: specchio identitario.
L’identità non si costruisce in isolamento. Sono gli altri, e in particolare gli amici, a rimandarci un’immagine di chi siamo, a riconoscere i nostri cambiamenti, a stimolarci a crescere. I legami diventano, così, strumenti di consapevolezza.
La terza ed ultima, molto importante secondo me, soprattutto per i tempi che stiamo vivendo: la resistenza alla solitudine competitiva.
La società contemporanea spesso premia l’individualismo e la competizione. Ma, proprio in questa corsa, il rischio è quello di perdere il senso del “noi”.
L’amicizia è una forma di resistenza a questa deriva: ci ricorda che il successo, per essere autentico, deve poter essere condiviso.
In conclusione, credo che “Tutta la vita” suggerisca che non c’è vera affermazione senza relazione.
I legami non ostacolano la libertà individuale: la rendono possibile, umana.
Coltivare un’amicizia profonda, mentre si cerca il proprio posto nel mondo, non è un lusso, ma una necessità.
di Mario Masi
The post ‘Tutta la vita’: un inno all’amicizia. Intervista a Letizia Meuti first appeared on Itali@ Magazine Arte, Cultura, Musica, Scienza & Ambiente.