Ivrea, primo passo decisivo per San Bernardino: pubblicato il bando per i lavori di restauro
Ivrea
Un passo concreto verso il recupero della chiesa e del convento di San Bernardino è stato compiuto con la pubblicazione del bando per l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva e dei lavori di restauro, adeguamento e rifunzionalizzazione del complesso a destinazione museale e culturale. Il bando, gestito da Invitalia e in scadenza il 29 ottobre, vale 4,4 milioni di euro, finanziati dal Ministero della Cultura attraverso il piano strategico “Grandi progetti Beni culturali”. L’intero complesso, donato nel giugno 2023 al Fai – Fondo per l’ambiente italiano dagli eredi Olivetti e da Tim, rappresenta una parte preziosa della storia eporediese: la chiesa custodisce il celebre tramezzo affrescato da Gian Martino Spanzotti con la Vita e Passione di Cristo, capolavoro del Rinascimento piemontese.
Un progetto di restauro e rinascita
Gli interventi previsti riguarderanno il restauro conservativo degli edifici storici, l’adeguamento normativo, impiantistico e antisismico, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico. Ma l’obiettivo va oltre la semplice tutela: si tratta di restituire al pubblico un luogo vivo, capace di raccontare la storia della famiglia Olivetti e di accogliere nuove forme di fruizione culturale.
Il convento
All’interno del convento sarà realizzato un percorso multimediale immersivo, che condurrà il visitatore in un racconto fatto di immagini, voci e documenti originali: un viaggio nella quotidianità della “Casa Olivetti” e nello spirito di una comunità che ha saputo fare della cultura del lavoro un modello sociale.
Accanto a questa parte museale, troveranno spazio ambienti destinati all’accoglienza, alla didattica e alla socialità: sale multifunzionali per incontri, lezioni e piccole mostre, aree per il gioco e lo sport, un negozio Fai e un caffè con ristoro, concepiti come luoghi di incontro e di vita.
«La valorizzazione che prende forma del convento di San Bernardino – sottolinea con forza il sindaco Matteo Chiantore – rappresenta per gli eporediesi molto più di un recupero architettonico: è l’occasione per raccontare al mondo una grande storia italiana e per riannodare il legame tra la città e i suoi luoghi simbolo, divenuti nel 2018 patrimonio Unesco».
Monte Navale, il polmone verde
In parallelo al recupero del complesso, procede anche il progetto di riapertura della collina di Monte Navale, un’area verde di due ettari nel cuore della zona Unesco, da decenni chiusa e in attesa di rinascita. L’obiettivo è restituire ai cittadini e ai visitatori un luogo di memoria e natura, dove si trovano ancora i campi da tennis in terra rossa, il bocciodromo da otto piste con le eleganti tribunette firmate da Ignazio Gardella, e i novecento metri del percorso vita ideato negli anni Ottanta dal canoista olimpico Roberto D’Angelo.
Tra i boschi e gli alberi monumentali, che aprono scorci inediti sulla Serra morenica e sul castello di Ivrea, il progetto prevede il recupero completo dei percorsi e delle strutture sportive. Un intervento reso possibile grazie a un partenariato speciale pubblico-privato tra il Fai, proprietario del sito, e il Comune di Ivrea, che partecipa grazie ai fondi europei del Programma regionale Fesr 2021-2027 – Strategie urbane d’area. Per Monte Navale sono stati stanziati 1,1 milioni di euro, coperti per l’85% dalla Regione Piemonte, su un progetto complessivo da 2,6 milioni di euro coordinato dal Fai. La convenzione garantisce al Comune un uso pubblico dell’area per i prossimi 25 anni, assicurando così continuità e apertura al territorio.
Due interventi, due simboli, un’unica visione: ridare voce ai luoghi identitari di Ivrea, quelli che custodiscono la memoria del lavoro, della bellezza e dell’ingegno. San Bernardino e Monte Navale, nel segno del Fai e del riconoscimento Unesco, tornano così a intrecciare le loro storie con quella della città, che da sempre sa guardare al futuro partendo dalle proprie radici.