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Rodallo, lo scalino rende inaccessibile la posta a chi è in sedia a rotelle

CALUSO. La “città del vino” è piena di barriere architettoniche tra marciapiedi sconnessi e mancanza di rampe, che impediscono una normale mobilità a portatori di handicap, a persone sulla sedia a rotelle e alle mamme con i passeggini. Il caso più grave interessa l’ufficio postale della frazione Rodallo di Caluso.

Qui un gradino impedisce l’accesso alle persone con disabilità, quando basterebbe una piccola rampa per risolvere il problema.

L’ufficio che si trova alle spalle della chiesa parrocchiale di Santa Croce, ha sede in un edificio privato: dovrebbe quindi essere la proprietà ad intervenire, sollecitata dal Comune, attingendo tra l’altro a contributi previsti dalla Regione Piemonte. In Canavese si erano aggiudicati il contributo per l’eliminazione delle barriere architettoniche San Benigno, Bosconero, Foglizzo, Montanaro, Strambino, Ivrea, Pavone, Borgofranco, Volpiano, Cuorgné e Rivarolo. I Peba ovvero i Piani di eliminazione delle barriere architettoniche sono gli strumenti pensati per monitorare, progettare e pianificare interventi finalizzati al raggiungimento di una soglia ottimale di fruibilità degli edifici per tutte le persone. I Piani, di cui ogni Comune dovrebbe essersi dotato già dal 1987, sono tesi a rilevare e classificare tutte le barriere architettoniche presenti in un’area circoscritta e possono riguardare edifici pubblici o porzioni di spazi pubblici urbani (strade, piazze, parchi, giardini, elementi arredo urbano).

Intanto una mappa delle criticità l’hanno tracciata i consiglieri del gruppo di minoranza di “Caluso per un futuro comune”, raccogliendo le segnalazioni di molti residenti del capoluogo e delle frazioni. L’analisi era stata consegnata all’esecutivo.

I punti critici che i consiglieri di minoranza hanno documentato con fotografie sono molti: in via Petitti bidoni della spazzatura che impediscono il passaggio di carrozzine e di persone con problemi; in via Cesare Battisti auto posteggiate sul marciapiede che obbligano le persone a camminare nel centro della strada; auto in sosta vietata anche nel retro della chiesa parrocchiale; lungo la strada che porta al liceo Piero Martinetti il marciapiede è completamente dissestato, impraticabile il marciapiede davanti il prefabbricato di via Montello, utilizzato dal liceo. Stessi problemi in corso Torino. In via Martiri d’Italia, all’altezza degli studi del notaio e dei commercialisti, il marciapiede è rovinato e non ci sono scivoli per l’accesso dei portatori di handicap. Così, anche in via Vittorio Veneto all’incrocio con via Frassato Primino. Grave anche la situazione nel tratto di via Trieste lungo il corso del canale di Caluso. «Normalmente associamo il concetto di “barriere” alle persone disabili o costrette in sedia a rotelle, ai non vedenti o agli ipovedenti – spiega Giuseppe Ferrero, capogruppo di minoranza – e questi sono, senza dubbio, i soggetti più danneggiati. Tuttavia l’abbattimento delle barriere, la sistemazione dei marciapiedi è rivolto anche a molti altri cittadini; pensiamo agli anziani, a persone colpite da infortunio, alle donne in gravidanza, a genitori e nonni alle prese con carrozzine e passeggini, oppure a persone che vanno a fare la spesa con il carrello: ognuno di loro viene quotidianamente messo di fronte a difficoltà. Migliorare la viabilità, in tal senso, vuol dire sistemare marciapiedi e dislivelli, eliminare ostacoli lungo i percorsi pedonali, stimolare e sensibilizzare l’attenzione e la cura di tutti per rendere le vie del nostro paese più fruibili e sicure. Si tratta, senza dubbio, di un progetto ambizioso e di ampio respiro con costi non indifferenti, ma che migliorerebbe la qualità della vita di tutti» .

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