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Arte contro la desertificazione a Ivrea, apre l’atelier di Luca Oliveri in via Arduino

IVREA. Contro la desertificazione, una via Arduino che diventa la strada di Ivrea dedicata alla cultura e all’arte. È questo il sogno di Luca Oliveri, artista eporediese classe 1973, che da meno di un mese ha aperto un proprio studio e galleria d’arte in via Arduino 64, nel cuore del centro cittadino.

«Ho voluto aprire lo studio specificatamente in questa via, proprio con l’obiettivo di contribuire a rivitalizzarla – spiega Oliveri –. Io considero via Arduino come alternativa a via Palestro: se quest’ultima è la parte di centro cittadino maggiormente dedicata al commercio e allo shopping, via Arduino potrebbe tornare a essere come una volta la via dedicata all’arte e alla cultura. Non è un caso che ci siano anche altri pittori e artisti che hanno aperto proprio qui il proprio studio, così anche io ho voluto ridare vita a uno dei tanti locali vuoti, fornendo il mio piccolo contributo per tentare la rinascita della via».

Diplomatosi all’istituto d’arte di Castellamonte, Oliveri fa le prime esperienze con la fotografia e i disegni a china, ma nel 1998 scopre la pittura a olio, che diviene il suo medium d’eccellenza. Rimane affascinato dalla luce che la pittura a olio emana, caratteristica che Oliveri cercherà sempre di esaltare e che risulta infatti ben visibile dai suoi quadri.

Maestro d’arte, pittore e libero professionista, collabora con scuole e cooperative sociali in ambito psichiatrico per le quali conduce laboratori espressivi di pittura. Dopo essere stato docente di pittura a olio all’università della terza età di Ivrea, oggi lavora con giovani affetti da disabilità in diversi centri diurni della Valle d’Aosta.

«Insegno pittura, ma son spesso loro che insegnano qualcosa a me – commenta Oliveri –. Ho iniziato come volontario, poi è diventato il mio vero impiego, e mi permette di lavorare nel sociale che è qualcosa che avrei voluto fare fin da ragazzo». Un lavoro impegnativo, ma che non gli ha impedito di continuare con la carriera artistica, e oggi il piccolo studio in via Arduino è un po’ un sogno che si realizza. La galleria, invasa di dipinti in ogni angolo del muro, contiene varie sezioni: una prima parte dedicata al territorio canavesano, con scorci cittadini e naturalistici di Ivrea e dei paesi vicini. Poi ci si sposta progressivamente, fino ad arrivare lontanissimo, nel sudest asiatico e nel subcontinente indiano, tema che nel tempo ha fatto guadagnare ad Oliveri diversi premi e riconoscimenti in concorsi sparsi su tutto il territorio nazionale.

«I personaggi, la spiritualità e i colori dell’India mi hanno sempre affascinato molto – spiega Oliveri – Vero è che si tratta di un paese povero, ma proprio in questi contesti la spiritualità si sviluppa in maniera più genuina, piuttosto che nei paesi ricchi, dove si tende ad annientarla». Ma il vero punto forte di Oliveri sono i ritratti, vivi e vibranti, raffiguranti sia persone care all’artista sia personaggi storici: Nelson Mandela, Fabrizio De André, Maria Teresa di Calcutta, Gandhi e tanti altri osservano dalle pareti. Una componente sociale che emerge anche dai tanti quadri dedicati alla resistenza palestinese, questi ultimi spesso presenti alle manifestazioni di solidarietà tenutesi a Ivrea.

Infine, nel retro, solo per gli osservatori più curiosi, una piccola stanza è dedicata anche a tutte le opere che i ragazzi dei centri diurni hanno dipinto insieme a Olivieri. Anche loro trovano spazio sulle pareti della nuova galleria.

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