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Nuovo campo Sinti a Pavia Est già 800 le firme per dire “no”

Pavia. In cinque giorni più di 800 persone hanno firmato la petizione contro il campo Sinti a Pavia Est promossa da Matteo Chiù, vice presidente del consiglio comunale ed esponente di Fratelli d’Italia. «I cittadini dell’area di via Saragat dove è prevista la dislocazione della comunità Sinti sono circa cento – commenta Chiù –. Questo significa che oltre a loro altri settecento pavesi si sono uniti al messaggio che stiamo mandando. Chiediamo che l’amministrazione si fermi, incontri i cittadini, l’opposizione e gli organi di stampa e renda conto delle motivazioni delle proprie scelte. La raccolta firma dice che più di ottocento persone non accettano le imposizioni della maggioranza, calate dall’alto senza confrontarsi».

La linea dell’opposizione

Chiù ha parlato ieri in una conferenza stampa a cui hanno preso parte diversi membri dell’opposizione. Per Fratelli d’Italia c’era anche il consigliere comunale Nicola Niutta. «Speriamo che la maggioranza decida di sospendere il progetto e ridiscuterne con gli altri attori in campo – spiega Niutta –. È una richiesta che arriva a lato di un’azione consiliare con cui abbiamo cercato di capire la genesi di questa decisione di spostare il campo. Da parte nostra non c’è nessuna intenzione di far saltare il piano Waterfront, come qualcuno ha detto strumentalizzando le nostre parole».

Anche Daniele Comini, consigliere per la Lega, si è unito all’appello dell’opposizione per un passo indietro della maggioranza sul progetto di dislocazione del campo: «La soluzione deve essere trovare una zona più congrua o una soluzione alternativa. Si deve ripartire con un percorso da condividere con la cittadinanza. Critichiamo il metodo, soprattutto perché arriva da un’amministrazione che quando era all’opposizione sosteneva altro».

I comitati cittadini

Al tavolo di ieri c’erano anche dei membri dei comitati cittadini di Pavia Est. «Sentiamo di non essere coinvolti e ascoltati – dice il rappresentante di Cascina Colombarone, Fabio Jannaccone Pazzi –. Inoltre ho dei grandi dubbi sulla legittimità del progetto. Non appena verrà pubblicata la delibera proporremo il nostro punto di vista nelle sedi competenti».

Per il Comitato di quartiere Pavia Est era presente Sara Fontana. «La scelta del Comune è arcaica e in disaccordo con la politica di integrazione che l’Unione europea ha intrapreso dal 2000 in poi – commenta la rappresentante –. Come se non bastasse, la raccolta firme che ha raccolto più di ottocento adesioni è un segnale forte della cittadinanza. Non credo che 38 persone possano avere più peso di mille cittadini pavesi».

Assessorato alla Partecipazione

Al centro del dibattito sul coinvolgimento della cittadinanza c’è il ruolo dell’assessorato alla Partecipazione, una novità introdotta dall’attuale amministrazione. Se n’è parlato ieri, ma già in consiglio comunale lunedì sera aveva introdotto l’argomento la consigliera leghista Maria Eugenia Marchetti.

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Rivolgendosi direttamente all’assessore Giampaolo Anfosso, Marchetti ha chiesto spiegazioni sul mancato coinvolgimento dei residenti di Pavia Est prima della delibera del progetto per il campo Sinti. «L’assessore alla Partecipazione non è colui che ogni volta che ci sono decisioni da prendere crea modalità di partecipazione – ha risposto Anfosso –. Se c'è bisogno di collaborazione sono a disposizione, ma non si possono istituire tavoli con i cittadini per tutti e nove gli assessorati». Alla richiesta da parte della consigliera di chiarire la sua posizione in merito al progetto «alla luce delle tensioni emerse», l’assessore ha replicato in maniera secca: «La mia posizione è coerente con quella dell'amministrazione di cui faccio parte».

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