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Sarah Toscano sogna un duetto con Elodie e Emma: «Sanremo? Solo con il pezzo giusto»

MILANO. Dopo il trionfo di Amarcord, Sarah Toscano non si ferma. Diciannove anni, una voce che buca lo schermo e una lucidità sorprendente, la giovane artista guarda già avanti. «Sarebbe pazzesco cantare con Elodie ed Emma», confessa con entusiasmo all'Adnkronos. Due regine del pop che per lei rappresentano un modello.

Reduce dall'intensità del Festival di Sanremo, dove ha portato Amarcord in gara nel febbraio scorso, Sarah ricorda bene il momento in cui ha capito di avere tra le mani il brano giusto: «Quando sono uscita dallo studio. Ci siamo guardati tutti e abbiamo detto: è lui. Adesso quando lo canto e vedo che la gente lo sa a memoria, o lo sento nelle macchine accanto, capisco quanto sia stato importante per me».

Nonostante il titolo, però, la cantante non vive affatto un periodo ''amarcord''. «Sono proiettata sul presente e sul futuro. Non è un momento nostalgico. Penso a quello che mi aspetta, non a ciò che è già stato». E dopo il suo debutto sul palco dell'Ariston, Sarah ha le idee chiare anche sul futuro: «Sanremo è un posto meraviglioso, voglio tornarci, ma nel momento giusto e con il pezzo giusto. Adesso so cosa mi aspetta, voglio arrivarci preparata», ammette. Durante la settimana sanremese, confessa di aver vissuto «giorni intensi, dal primo all'ultimo. Ricordo l'arrivo, la domenica: entri e dici 'ok, sta succedendo davvero'. Poi la prima esibizione, la finale. Ogni momento ha la sua adrenalina».

E tra i tanti incontri, scherza: «Ho visto più Carlo Conti che gli altri artisti. Ma con Clara ci conoscevamo già e il legame si è rafforzato». Il rapporto con i fan è una delle cose che Sarah difende con più tenerezza: «Mi vedono come un'amica, non solo come una cantante. Mi raccontano cose che a volte non dicono nemmeno ai loro amici. È bello, perché c'è uno scambio reale».

Racconta due episodi che l'hanno segnata: «Il papà di una ragazza mi disse che la figlia non parlava con nessuno, ma dopo avermi ascoltata aveva ricominciato. O una mamma che mi ha ringraziata perché la figlia aveva smesso di vergognarsi del suo corpo dopo un mio discorso estivo».

Sul body shaming, Sarah ha deciso di rispondere con la musica: «È il mio modo più naturale di reagire. Io non vivo per la mia estetica ma per la mia musica. Quando i commenti diventano troppi, la risposta migliore è una canzone. La musica dice più delle parole». Poi aggiunge: «Bisogna sempre avere rispetto ed empatia, perché non sai mai con chi stai parlando. Io non rispondo a chi giudica il mio corpo, perché non riguarda loro. L'unico giudizio che conta è il mio». Alle ragazze che subiscono lo stesso tipo di attacchi dice solo: «Fregatevene. Nessuno può giudicare il vostro corpo. Le critiche sull'arte servono, quelle sull'aspetto no».

Con il primo album 'Met Gala', Sarah mostra tutte le sfumature del suo mondo, tra pop, ballad e urban. «Se dovessi vestirlo, sarebbe come il look che ho ai Magazzini Generali: sportivo, non elegante. Non è un disco da strascico, anche se la copertina brilla».

Ride quando le si chiede se andrebbe davvero al Met Gala in sneakers: «No, in sneakers mai! Tacchi, sempre. Magari stivali e una magliettona da hockey». La giovane artista si racconta senza costruzioni: «È tutto molto istintivo. Scrivo quello che vivo, non costruisco nulla. È naturale, non forzato. E se una cosa non me la sento, non la faccio».

E sul significato di brillare, risponde con semplicità: «Vuol dire aumentare la mia consapevolezza. Sentirmi bene con me stessa, sul palco e fuori». Quando si parla di ispirazioni, Sarah non ha dubbi: «Elodie la amo alla follia, è la donna che più mi ha colpita quest'anno. Poi Annalisa, Emma, Angelina Mango. In Italia ci sono tantissime donne forti e fighe». E sui feat sogna in grande: «Mi piacerebbe un progetto tipo Spice Girls. Io, Rose Villain, Elodie, Clara, Annalisa, forse Emma. Sarebbe una bomba». Sorride quando deve scegliere tra Elodie e Annalisa per un duetto: «Forse Elodie. Anzi no, Emma ed Elodie insieme. Un trio».

Nonostante il successo, Sarah resta una ragazza di 19 anni che ama il tennis («Mi sento più Sinner: timida fuori dal campo, ma concentrata dentro») e che, tra una sessione in studio e l'altra, torna a Vigevano: «Quando ho tre giorni liberi, vado a casa, vedo la mia famiglia e i miei amici. Se resto a Milano, impazzisco. Faccio shopping, sistemo casa, poi rifaccio shopping». Confessa una passione per gli stivali («Ne ho troppi, li ho dovuti portare a casa perché non ci stavano più»), tifa Milan, e giura di credere ancora all'amore eterno: «Lo vedo nei miei genitori e nei miei nonni. So che esiste». Un sogno? «Mi auguro di essere ancora al riscaldamento. Ho 19 anni, voglio crescere, arrivare al primo game. San Siro mi spaventerebbe più di un esame alla Bocconi, ma mi darebbe anche più, onestamente».

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