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Sospetti ladri in fuga per le vie di Pieve Porto Morone, inseguiti finiscono nel canale: due arresti

CHIGNOLO PO. A bordo di un’auto si aggiravano tra le case di Pieve Porto Morone: i cittadini, insospettiti, hanno chiamato i carabinieri: quando sono arrivati, l’auto era vicino a una abitazione e, non appena gli uomini hanno visto i militari si sono dati alla fuga in auto: è scattato un inseguimento per il paese che è finito in un canale. Due dei quattro sono stati arrestati: a bordo dell’auto avevano attrezzi da scasso.

Tutto è iniziato nella mattinata di martedì 28 ottobre, quando un cittadino ha segnalato la presenza di una Volkswagen Golf che si aggirava con fare sospetto tra le abitazioni di Pieve Porto Morone. A bordo c’erano quattro persone che osservavano con insistenza le case, muovendosi a bassa velocità.

Il comandante della Stazione di Chignolo Po e un maresciallo, avvisate le pattuglie in servizio della Compagnia di Stradella, si sono diretti sul posto. Prima del loro arrivo, due dei quattro uomini erano scesi dall’auto e si trovavano davanti a un’abitazione. Alla vista dei militari, il gruppo è risalito a bordo e ha tentato la fuga, dando inizio a un inseguimento per le vie del paese.

L’auto, inseguita da tre pattuglie, ha percorso contromano alcune strade del centro abitato, compiendo manovre pericolose e sorpassi azzardati, fino a uscire di strada in località Mostiola di Chignolo Po, finendo in un canale. I quattro occupanti hanno provato a scappare a piedi nella zona boschiva: due di loro sono stati raggiunti e bloccati dopo una breve colluttazione, mentre gli altri due sono riusciti a far perdere le proprie tracce.

I Carabinieri hanno scoperto che la vettura era intestata a una società di noleggio di Trento e all’interno hanno trovato diversi arnesi da scasso e strumenti atti a offendere, tra cui forbici, cacciaviti, scalpelli, tronchesi e una torcia. I due fermati non sono stati in grado di giustificarne il possesso.

Al termine degli accertamenti, i militari hanno arrestato R.C.R.A., 35 anni, residente a Milano, e D.R.C.A., 32 anni, senza fissa dimora. Sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale in concorso, possesso ingiustificato di chiavi alterate e porto di armi od oggetti atti a offendere. È emerso inoltre che il conducente non aveva mai conseguito la patente e ha ricevuto, oltre alla denuncia per guida senza patente, 13 multe per un totale di 8.500 euro.

Su disposizione della Procura di Pavia, i due sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della Compagnia di Stradella. Nella mattinata del 29 ottobre sono comparsi davanti al Tribunale di Pavia per il rito direttissimo: l’arresto è stato convalidato e per entrambi è scattato il divieto di dimora nella provincia di Pavia.

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