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Rogo alle Eredi Bertè, l’ex titolare chiede di ridurre la pena

MORTARA. Dopo anni di udienze, la vicenda giudiziaria sul rogo del 6 settembre 2017 al deposito rifiuti Eredi Berté di Mortara è a un nuovo snodo. In Corte d’Appello a Milano, l’ex titolare Vincenzo Berté ha chiesto di patteggiare 4 anni e mezzo ai domiciliari per bancarotta fraudolenta, false fatturazioni e autoriciclaggio, pena ridotta rispetto ai 6 anni in primo grado. La Procura generale ha dato parere favorevole; decisione attesa il 17 dicembre. Imputati anche Carlo Andrea Biani, condannato a 7 anni per bancarotta, riciclaggio e incendio doloso, e Vincenzo Ascrizzi, a 2 anni e mezzo per reati finanziari: entrambi chiedono l’assoluzione, mentre la procura insiste sulla conferma delle condanne di primo grado. Confermati i risarcimenti, mai versati, per Comune, società partecipate e associazioni ambientaliste. Intanto la bonifica dell’area di via Fermi partirà nel 2026: già stanziati 1,7 milioni di euro dalla Regione Lombardia. Bertè in un altro procedimento è stato condannato a 4 anni per incendio doloso, a dicembre ci sarà l’appello anche di questo.

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