Como-Cagliari, ancora lui, il VAR: annulla un gol per un fallo avvenuto minuti prima
Ancora una volta il VAR si conferma una macchina del caos più che un supporto all’arbitraggio. Nel match tra Como e Cagliari, un gol è stato inspiegabilmente annullato per un fallo avvenuto un paio di minuti prima dell’azione, un intervento che l’arbitro in campo non aveva nemmeno giudicato irregolare.
Il risultato? Confusione, proteste e una decisione che sfida ogni logica calcistica. Il VAR nasce per correggere errori chiari e macroscopici: fuorigioco, gol di mano, rigori palesemente sbagliati. Non per rispolverare episodi a distanza di minuti e cancellare un gol regolare. Qui non si tratta di interpretazioni: si tratta di ridicolo assoluto.
Come recita la saggezza latina, “Quod licet Iovi, non licet bovi” – ciò che è permesso a Giove non è permesso al bue. Il VAR sembra essersi arrogato poteri divini, mentre l’arbitro in campo resta spettatore impotente.
L’arbitro deve avere il ruolo centrale, il VAR deve essere uno strumento di supporto, non un giudice supremo che annulla gol a piacimento e crea polemiche infinite. Così il calcio rischia di perdere credibilità, e i tifosi si trovano a discutere non del gioco, ma di regolamenti astrusi e decisioni incomprensibili.
Se vogliamo davvero difendere il calcio moderno, il VAR deve tornare a fare il suo mestiere: aiutare l’arbitro su episodi chiari, senza trasformarsi in un guastatore di gol e spettacolo. Perché così, tra annullamenti assurdi e interpretazioni fantasiose, si ride meno, si polemizza di più e il calcio italiano appare sempre più allo sbando.
di Vincenzo Letizia
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