Plastica nell’insalata e peli nel pesce: servizio mensa di nuovo nel mirino
Vigevano. Plastica nell’insalata, peli nei bastoncini di pesce, e riso in bianco invece del riso con verdure come indicato sul menù. Sono stati due giorni da dimenticare per due bambini che frequentano la mensa scolastica: giovedì, un alunno che frequenta la scuola elementare Anna Botto stava mangiando l’insalata e si è trovato un pezzo di plastica in bocca. Era simile a quello delle buste dell'insalata, quindi sottile, ed il bambino non ha avuto gravi problemi, ma lo spavento c’è stato, tant’è che dalla scuola è partita subito la segnalazione agli uffici del Comune. Venerdì, dalla Don Milani è stata inviata un’altra segnalazione per «presenza di peli nei bastoncini di pesce», questa volta nel piatto di un'alunna di prima elementare.
Infine, sempre venerdì, «il piatto portato ai bambini, ovvero il risotto, differiva dal menù – lamentano le mamme – è stato portato riso in bianco, invece del risotto alle verdure. Tutto è stato segnalato agli uffici comunali competenti». Le segnalazioni sono state confermate dalla preside dell’Anna Botto.
Ieri non è stato possibile contattare Massimo Boccalari, assessore alla ristorazione scolastica, è però intervenuto il sindaco Andrea Ceffa.
«Valuteremo con gli uffici l’entità delle contestazioni – ha detto Ceffa –. Sul capitolato dell’azienda sono riportate tutte le modalità con cui devono essere serviti e preparati i pasti, quindi verificheremo tutto con attenzione e saranno analizzate eventuali anomalie. È chiaramente una questione amministrativa». Il problema, però, sembra essere molto più articolato e in città i nervi sul discorso ristorazione scolastica sono ormai scoperti da troppi anni. Ci sono bambini costretti a portarsi il pasto da casa perché i loro genitori non possono pagare il servizio, come spiegato da una preside giorni fa, e c’è il problema della presunta scarsa qualità del servizio, secondo alcune famiglie. In ogni scuola ci sono delle “referenti genitori” che sul capitolo mensa non in tutti plessi si sentono rappresentati dalle maestre. «È come se le maestre non ci fossero – dicono alcune referenti dei genitori – perché non ci chiedono cosa va o cosa non va. Alcune non controllano né riferiscono quello che diciamo. Sembra non vogliano condividere i fatti che accadono, sono restie e sembra giustifichino sempre tutto». Ovviamente non si tratta di tutte le referenti di plesso, né di tutte le maestre, altrimenti le segnalazioni di questi giorni non sarebbero partite. Queste descrizioni spiegano la contraddizione del risultato ottenuto dal questionario realizzato da un gruppo di mamme, capitanate da una nutrizionista, al quale hanno partecipato oltre 850 famiglie e dal quale emergerebbe che il 50,6% sta valutando di ritirare il figlio dalla mensa se la situazione non migliorerà.
Durante la commissione mensa che si è tenuta due settimane fa «ci sono state delle segnalazioni – aveva detto Boccalari – che sono state discusse con i cuochi e con le responsabili della mensa, alcune sono state smontate direttamente dalle maestre».
I genitori, tornando al questionario, lamentano che a mensa «vengono sempre servite insalata, frittata piena di aceto, che la maggior parte dei bambini non gradisce, e pasta in bianco», oppure «le porzioni sono molto scarse, e a volte la pasta è cruda o annacquata e fredda».